Finisce tutto molto presto, in tempo per un aperitivo da “Panella”, già bar pasticceria del ceto medio riflessivo, ormai in forte difficoltà qui all’Esquilino, orfano anche del traslocante Paolo Sorrentino. I patrioti sono ovunque, tra cornetti e sfogliatelle. Il primo a eleggerlo come ufficio volante di prima mattina è proprio il ministro Francesco Lollobrigida, tra carambole di caffè corretti alla crema e incontri schermati dallo staff. “Oggi non è aria, lasciate in pace Lollo”. E in effetti eccolo più tardi: “I talk di sinistra e di satira sono un amuleto per noi”. Finisce tutto molto presto al teatro Brancaccio perché alla festa di compleanno (del governo, un anno) non si è presentata la festeggiata. Semplice.

Alla fine infatti è scattato il piano B. L’opzione videomessaggio. Era stato registrato – per scrupolo e decisione già quasi presa – dalla premier sabato pomeriggio alle ore 18 del Cairo, prima di volare in Israele per tornare poi ieri mattina in Italia, a Roma, a casa. “Mi spiace non essere con voi, ma sono un essere umano anche io”, dirà dai maxischermi. Seguiranno cinque minuti d’intervento e invettiva personale durissimi: “Noi siamo il nemico da abbattere perché noi siamo uno specchio, uno specchio della loro meschinità”. E ancora: “La cattiveria e i metodi che usano per indebolirci hanno raggiunto vette mai viste prima”. Parla di lotta nel fango e di tentativi di farle perdere i nervi. Ce l’ha con “Striscia la notizia” e dunque anche con Mediaset?

Insomma, poco prima di mezzogiorno, il caso Giambruno è riaperto, qui davanti a tutti, per intenzione della protagonista: con la sua assenza e con queste parole fatte recapitare alla sua comunità, così protettiva e discreta. Dopo il videomessaggio standing ovation, inno di Mameli, “A mano, a mano” di Rino Gaetano e tutti a casa. Insomma, Giorgia se n’è ghiuta e soli ci ha lasciato?“E’ giusto che stia con la figlia”, dice Guido Crosetto dando la notizia del forfait, con un enorme e sottinteso, come si dice a Roma, famo a capisse. Continua su ilfoglio.it