Dal Palermo ai No Vax: il tesoretto fascista

ROBERTO FIORE CORTEO DI FORZA NUOVA

Si chiama ‘La cassaforte nera’. E’ il nome di un’inchiesta in quattro puntate pubblicata dal quotidiano ‘Domani’, diretto da Stefano Feltri, che indaga sul giro di denaro con cui i neofascisti avrebbero finanziato i movimenti No Vax e No Pass, infiltrandosi al loro interno. C’è un capitolo di questa storia che tocca pure la Sicilia. Fra gli intrallazzi di Roberto Fiore, il leader di Forza Nuova arrestato, assieme a Giuliano Castellino, per l’assalto alla Cgil del 9 ottobre, c’era il Palermo calcio. Ma partiamo dalla fine: Fiore è sotto indagine per truffa nel Regno Unito, dove a partire dagli anni ’80, durante la sua latitanza, accumula un ingente tesoro finanziario assieme a Mario Zurlo, l’altra mente del sistema, con un passato nella destra eversiva. “Il flusso di denaro travasato da una banca all’altra – si legge su Domani – supera i 4 milioni. Al vertice del triangolo (estero-Italia-estero) ci sono i trust fondati da Fiore a metà degli anni Novanta (…) ma anche una società londinese (la Lions Marketing Ltd) chiusa nel 2019”, nel cui assetto societario erano presenti due fedelissimi di Fiore: Zurlo, appunto, e Stefano Pistilli, manager e imprenditore.

E’ proprio Pistilli a mimetizzarsi nel nuovo Palermo calcio, che nel 2019 rileva la società gestita in quel momento da Rino Foschi e Daniela De Angeli. Della cordata, oltre ai fratelli Tuttolomondo in rappresentanza di Arkus Network, c’è pure Pistilli, che gioca più defilato. Quando l’affare si concretizza – a maggio – gli ultras rosanero lo accolgono con uno striscione: “Pistilli-Arkus benvenuti”. Arkus è la società in cui il manager, amico di Fiore, ha un ruolo tramite la Gepro Ltd di Londra, che ha chiuso i battenti a marzo 2021. La nuova società promette mari e monti, addirittura di conservare la Serie B (ormai appesa a un filo) mediante un investimento da quindici milioni: 5 da versare entro il 3 giugno, più altri 10 “raccolti con le nostre forze”. Pistilli, come asserisce l’articolo di Giovanna Faggionato e Giovanni Tizian, “in quel periodo era abituato a gestire milioni, grazie al tesoretto accumulato con la società Lions Marketing Ltd, l’azienda londinese dismessa pochi mesi dopo la chiusura dell’affare sul Palermo calcio. E’ da questa anonima azienda che passa quasi milione degli oltre quattro movimentati in due anni da Fiore e Zurlo. La società Lions di Pistilli è la meta finale del tour continentale dei soldi degli ex sovversivi neri”. Soldi che di recente avrebbero finanziato (anche) le associazioni in prima linea contro le restrizioni imposte dal governo per limitare la diffusione del contagio.

Il Palermo, intanto, ha vissute altre mille vite. L’esperienza dei Tuttolomondo (e di Pistilli) è fallita dopo una manciata di mesi. I due fratelli, giunti in Sicilia come salvatori della patria, sono in attesa di capire se verranno rinviati a giudizio dopo che la Guardia di Finanza ha completato le indagini sul fallimento del Palermo calcio. Scapparono di notte per evitare il linciaggio dei tifosi inferociti.

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