Il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, ha proposto l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di Gaetano Armao, professore ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, ritenendo che la vicenda giudiziaria che lo coinvolge abbia provocato «un grave danno all’immagine dell’Ateneo». Midiri scrive che Armao avrebbe «leso la dignità e l’onore del ruolo del professore universitario ed esposto l’ateneo palermitano ad una valutazione negativa da parte dell’opinione pubblica (…) poiché la reputazione accademica, la trasparenza e l’etica sono i principi fondamentali su cui si basa la fiducia di studenti, famiglie e istituzioni».
Le sanzioni previste dalla normativa vanno dalla sospensione dall’ufficio e dallo stipendio fino a un anno alla destituzione. Il procedimento resta congelato in attesa della decisione del Gip sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Palermo nei confronti di Armao, indagato per corruzione.
L’Ateneo ha inoltre richiesto alla Procura gli atti dell’inchiesta. Armao, docente di diversi insegnamenti al dipartimento di Scienze politiche, è stato interrogato il 13 ottobre dal Gip Giuseppa Zampino. Secondo l’accusa, avrebbe ricevuto denaro attraverso consulenze fittizie affidate all’avvocato Pierluigi Matta, suo legale e amico, da imprese interessate a ottenere favori nell’ambito delle autorizzazioni ambientali della Regione, quando era alla guida della Commissione Tecnica Specialistica. Gli investigatori hanno documentato anche consegne di contanti nei pressi dell’università. «Erano prestiti, non mazzette», si è difeso Armao.


