Per contrastare efficacemente le mafie è urgente agire sulle carceri. Il sistema del 41 bis funziona, “con dei correttivi che vi si possono apportare”, ma quello delle carceri, della possibilità per i capi “di fare dentro quello che facevano fuori”, di “ordinare attentati e azioni”, di “fare anche call conference”, è “un problema e a questo problema in qualche modo dobbiamo mettere mano”. A dirlo davanti alla Commissione nazionale Antimafia è il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, che rinnova l’allarme sulla diffusione sugli smartphone negli istituti penitenziari. “Poche ore dopo essere entrati in carcere i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici. Questa è una situazione che riguarda tutti gli istituti di pena. ll 41 bis si è rivelato uno strumento efficiente, il vero problema ora è per i soggetti mafiosi che entrano in carcere in alta o media sicurezza perchè non hanno la qualifica di capi. Parliamo di detenuti che vengono immediatamente dotati di telefoni, cosa che consente a Cosa nostra di continuare a comandare”.
“Ciò comporta due conseguenze – spiega De Lucia – la custodia cautelare cautela ben poco e poi si indebolisce la credibilità dello Stato verso le persone a cui chiediamo collaborazione, come ad esempio le vittime del racket. Quando si sa che chi hai denunciato ordina i danneggiamenti dalla galera è difficile capire l’utilità delle denunce”.
Nelle sole carceri di Palermo Pagliarelli e Ucciardone “abbiamo scoperto a disposizione dei detenuti, tra il 2025 e il primo semestre del 2026, 297 cellulari. E centinaia ne abbiamo trovati in tutta la Sicilia. Questi sono quelli che abbiamo recuperato, la cui introduzione nelle celle cioè è fallita. È immaginabile quanti invece siano riusciti a entrare negli istituti di pena senza che ce ne accorgessimo” ha detto il procuratore di Palermo. “Se consentiamo ai mafiosi di continuare a fare i mafiosi dal carcere vanifichiamo anche il lavoro investigativo. Se l’alta e la media sicurezza funzionassero si potrebbe ridurre anche il numero dei ristretti al 41 bis”. De Lucia ha auspicato un rafforzamento dell’organico della polizia penitenziaria e ha spiegato che il jammer, che schermerebbe la rete delle comunicazioni, ad esempio nelle città, non è una situazione praticabile. Il capo dei pm ha anche parlato della necessità del miglioramento del regime di alta sicurezza.


