Nuovo colpo di scena per il voto nelle ex province: la commissione Affari Istituzionali dell’Ars ha bocciato il disegno di legge che predisponeva il rinvio delle elezioni di secondo grado a dopo l’estate. Un provvedimento voluto dalla stragrande maggioranza dei gruppi di Sala d’Ercole, che si è incagliato, però, in prima commissione, dove i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione, da un po’ di tempo a questa parte, si sono sovvertiti. Il disegno di legge, inizialmente presentato come emendamento aggiuntivo all’esercizio provvisorio, era stato stralciato e proposto come norma ad hoc. Finchè Movimento 5 Stelle e Pd hanno scelto di far valere i numeri e sgambettare il centrodestra.

Nei Liberi consorzi e nelle città metropolitane l’elezione di presidenti e consigli provinciali (nelle Città Metropolitane, però, viene eletto solo il Consiglio) è in programma il 19 aprile. Ma la data cozza con quella delle Amministrative, che si terranno nel prossimo giugno: alcuni comuni capoluogo come Enna ed Agrigento si ritroverebbero senza rappresentati negli organismi superiori. Da qui l’idea di spostare tutto all’autunno prossimo. Sarebbe il quattordicesimo rinvio delle elezioni di secondo grado – non si vota da dodici anni – che dalla dismissione in diretta tv (Crocetta da Giletti) nel 2013, vivono una crisi di rappresentanza oltre che di funzioni. E vanno avanti a suon di commissariamenti. Liberi Consorzi e Città Metropolitane, che di recente hanno faticato persino a chiudere i bilanci, hanno delle competenze fondamentali sulla viabilità secondaria, sui disabili e sulla manutenzione scolastica. Ma di fatto non possono più esercitarle, a causa delle ristrettezze economiche e dell’assenza di un indirizzo politico.

Il tema è stato affrontato anche da Matteo Salvini durante la due giorni palermitana: “Se non ci sono le province, chi può fare la manutenzione delle strade? Grazie a quel genio di Renzi per averle abolite”. Al termine della seduta odierna all’Ars, la capogruppo dell’Udc, Eleonora Lo Curto, ha chiesto comunque di incardinare il disegno di legge in aula – nonostante la bocciatura in commissione – ma il vicepresidente dell’Ars, Roberto Di Mauro, ha rimandato la questione alla conferenza dei capigruppo in programma martedì prossimo.

L’ASSESSORE GRASSO: “IL GOVERNO NON VUOLE IL RINVIO”
“Il Governo battuto sulle ex Province? Tutto il contrario. Abbiamo invece accolto positivamente l’esito della votazione di ieri in commissione Affari istituzionali. Non è vero che è stato l’orientamento del Governo regionale ad andare sotto, anzi è passata la linea che sosteniamo da tempo: tornare alle urne al più presto, cioè il 19 aprile, come stabilito in giunta. Una posizione fortemente sostenuta, peraltro, in commissione e in conferenza dei capigruppo. Intendiamo, infatti, rispettare l’impegno a restituire rappresentatività democratica alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali, chiudendo la lunga e difficile stagione dei commissariamenti. Il “no” all’ennesimo rinvio della consultazione, dunque, non può che lasciarci soddisfatti”. Lo afferma l’assessore regionale alle Autonomie Locali Bernadette Grasso, dopo la bocciatura in commissione Affari istituzionali del Ddl che intendeva posticipare le elezioni di secondo livello per Città metropolitane e Liberi consorzi comunali in Sicilia.

LUPO: LA MAGGIORANZA SMETTA DI LITIGARE
“È corretto che il 19 aprile sindaci e consiglieri comunali eleggano gli organi di secondo livello di Liberi Consorzi e Città Metropolitane, per garantire piena funzionalità ai nuovi enti che sostituiscono le ex Province, mantenendo le loro funzioni”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars. “Ci aspettiamo – aggiunge Lupo – che il governo Musumeci preveda, nel prossimo bilancio regionale, risorse sufficienti per i servizi che gli enti di area vasta sono chiamati a svolgere per la comunità”. “La maggioranza, che è stata battuta in commissione Affari istituzionali e che è tuttora divisa fra chi vuole elezioni ad aprile e chi invece vuole il rinvio, la smetta di litigare: adesso – conclude Lupo – la parola passi ai sindaci ed ai consiglieri comunali”.