Ma dove erano l’altro ieri le coraggiose donne siciliane, quelle dei diritti civili, della società civile, dell’impegno civile? Probabilmente ad applaudire, tra Palermo e Monreale, il fascino patriarcale di Sigfrido Ranucci, l’eroe di Report che in un libro ha descritto la sua capacità di sedurre le stagiste che spasimavano per diventare giornaliste d’inchiesta. Certamente non c’era traccia di donne e, tanto meno, di orgoglio femminile ai tavoli dove – in contemporanea – si sono tenuti i vertici del campo largo e dell’alleanza di centrodestra per decidere le sorti della Regione. Attorno al forzista Minardo altri nove leader, chiamiamoli così, e nessuna donna. Mentre al summit dei progressisti si contavano tredici segretari e una sola donna. In Sicilia non c’è spazio per la questione femminile. In compenso ci fa ridere Tony Tajani con la teoria della gonna lunga.


