All’Asp di Palermo quest’anno è andata in scena una cuccagna senza eguali in Sicilia. Dirigenti e primari hanno incassato premi di produttività fuori scala rispetto ai colleghi delle altre aziende sanitarie: dai 14.500 euro di un neoassunto ai quasi 32 mila di un direttore di dipartimento. Si legge sull’edizione palermitana di Repubblica. Anche i dirigenti tecnici e amministrativi non sono stati da meno: assegni tra gli 11 mila e i 24.500 euro. Cifre che altrove si aggirano fra i mille e i tremila euro, quando va bene.

Il trucco è presto detto. Il contratto nazionale prevede due fondi accessori: quello degli incarichi e quello della produttività. Il primo è il più ricco: all’Asp di Palermo nel 2024 valeva 32,5 milioni. Ma solo 17 milioni sono stati distribuiti, perché molte posizioni di responsabilità sono rimaste scoperte. A spiegarlo è il direttore amministrativo dell’azienda, Ignazio Del Campo: «Negli anni scorsi la graduazione degli incarichi tra i vari dirigenti è stata molto rallentata per diversi motivi — il Covid, il blocco delle selezioni per struttura complessa e semplice a ridosso delle elezioni — e ci ritroviamo con posizioni scoperte. Ma stiamo affrontando il problema con un regolamento e passo dopo passo andiamo verso la normalità, in ogni caso il fondo rientra nei paletti del contratto nazionale».

Peccato che i 15,5 milioni rimasti inutilizzati non siano andati persi, ma dirottati sull’altro fondo, quello per la retribuzione di risultato. E qui, con una platea di beneficiari molto più ristretta, sono fioccati premi da capogiro: oltre 21 mila euro per un direttore di unità semplice, 27.500 per quello di unità complessa, 31.900 per un direttore di dipartimento.

Un quadro che rende ancora più evidente il paradosso dell’Asp di Palermo, la più grande della Sicilia,  oggi senza un vertice stabile. Da gennaio, dopo la promozione di Daniela Faraoni all’assessorato regionale alla Salute, non è stato nominato alcun direttore generale. Le funzioni sono affidate ad interim al direttore sanitario. Ma l’assenza di una guida politica e amministrativa non ha impedito la distribuzione dei ricchi premi: per quelli, la macchina non si è mai fermata.