Solo pochi giorni fa, Sigfrido Ranucci aveva accusato il Corriere della Sera di dire falsità in un articolo in cui si riportavano voci di storici inviati di Report pronti ad abbandonare la trasmissione, qualora il Tribunale del lavoro reintegrasse l’ex conduttore: “Ennesimo articolo falso del Corriere della Sera”, scriveva. Ora si scopre che questi dissensi esistono davvero.
Filorosso, il programma su Rai3 di Antonino Monteleone, ha mostrato le immagini di un convegno a Modena, nell’ambito del festival giornalistico DIG, in cui tre storici protagonisti di Report hanno criticato Ranucci. Due sono ex, Gian Gaetano Bellavia e Alberto Nerazzini. Il terzo, Giorgio Mottola, lo diverrebbe qualora l’ex amico Sigfrido tornasse al comando.
Bellavia, storico commercialista consulente di Report, che già aveva preso le distanze da Ranucci, ha suggerito a Mottola che Report dovrebbe indagare sul caso Lavitola. Nerazzini, storico inviato di Report, ha detto che Ranucci non ha niente di sinistra, come dimostrerebbe la sua relazione stretta con Lavitola, e di aver subìto “tre censure dal simbolo del giornalismo indipendente Sigfrido Ranucci”.
Infine Mottola, attuale inviato di Report, confermando ciò che aveva scritto il Corriere, ha detto che lui “al posto di Sigfrido” avrebbe fatto “un passo indietro” (quello che Ranucci ha chiesto a Daniele Piervincenzi) e che la “presa di posizione del tutto incomprensibile” di Sigfrido ha “lacerato il rapporto in un modo che non potrà rinsaldarsi”.
Ranucci ha replicato a tutti e tre, respingendo le accuse. Ma la risposta a Mottola è particolarmente significativa: “E’ andato in onda liberamente più volte – ha scritto l’ex conduttore di Report –. Non gli è andata male nemmeno sul piano economico, visto che è arrivato a incassare circa 330 mila euro l’anno vendendo le sue inchieste (costi di montaggio e trasferte compresi nel prezzo): la cifra più alta tra tutti gli inviati”.
In pratica, Ranucci rinfaccia all’ex amico i lauti guadagni, quelle stesse esatte cifre che appena un mese fa aveva pubblicato prima il Foglio e poi il Tempo, ricevendo una valanga di accuse di falsità e minacce di querele da parte dei giornalisti di Report: “Pubblicate cifre false sugli stipendi”, scriveva Su Facebook Ranucci, che si è sempre riferito ai giornali del gruppo Angelucci come a una sorta di macchina del fango attivata nei suoi confronti.
Ora quello stesso materiale Ranucci lo ha sparato addosso all’ex collega Mottola, facendo peraltro un grande favore al Tempo. Nell’eventuale processo per diffamazione promosso dai giornalisti di Report, la difesa del gruppo Angelucci potrà chiamare a testimoniare il sig. Ranucci che, se i giudici vorranno, sarà di nuovo il conduttore di Report.


