Un autore grande celebrato e oggi maledetto, Gabriel Matzneff, scrisse La diététique de Lord Byron, formidabile ritratto del poeta romantico, delle sue ossessioni alimentari, della sua arte di vivere e morire e contraddirsi senza illusioni e senza speranza. Se la polizia morale non lo ha ancora cancellato, lo trovate su Amazon, editore Gallimard. La dietetica non è solo scienza nutrizionale ma immagine della vita personale. E il nostro dramma è che oltre alla sua piccola Gestapo che spara a vista a Minneapolis, oltre alle retate degli illegali e all’incriminazione del banchiere centrale, oltre alla tentata distruzione delle università woke (troppa grazia), oltre alla violazione sistematica del diritto internazionale e alla dichiarazione secondo cui il suo limite non è la Costituzione ma la sua coscienza morale – dico coscienza morale – grazie alle quali riabbiamo il cooperante Trentini in casa finalmente, e forse cadrà la conquista coloniale danese in Groenlandia con tutta l’Europa cristiana, e chissà che altro succederà di brutto, di pessimo e di meraviglioso, a parte la rivolta iraniana destinata all’impiccagione a quanto pare, oltre a tutto abbiamo la dieta Kennedy. Solo Shakespeare poteva spiegare in anticipo questa “vita che è solo un’ombra che cammina: un povero istrione, che si dimena, e va pavoneggiandosi sulla scena del mondo, un’ora sola: e poi non s’ode più. Favola raccontata da un idiota, tutta piena di strepito e furore, che non vuol dire niente” (Macbeth, atto III, scena V).
Datemi un Kennedy, il mio Maga per un Kennedy. Così deve aver detto Trump a un certo punto. Assetato di petrolio, alcolizzato di Diet Coke, il presidente che aveva consigliato la candeggina contro il Covid volle con sé un pazzo che comiziava contro i vaccini. Continua su ilfoglio.it


