Per capire quanto vale un concerto, in Sicilia, può essere utile cominciare dai bagni chimici. Trentaquattro, quelli noleggiati per il Capodanno di Achille Lauro ad Agrigento e finiti nelle contestazioni dell’inchiesta ribattezzata “Eventopoli”, che coinvolge il deputato nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano. Secondo la Procura, per tre manifestazioni natalizie del 2022 sarebbero stati richiesti finanziamenti pubblici per 602 mila euro, triplicando i costi effettivi attraverso rendicontazioni incomplete e fatture gonfiate. Il danno ipotizzato per la Regione ammonterebbe a circa 300 mila euro. Per Pisano la Procura ha chiesto il carcere. Nell’indagine vengono ipotizzati, a vario titolo, associazione per delinquere, peculato, truffa, falso e finanziamento illecito.
«Sono anni che noi del M5s denunciamo la militarizzazione politica dell’assessorato al Turismo da parte di Fratelli d’Italia – osserva l’onorevole Luigi Sunseri -. Sono anni che chiediamo di sottrarre quell’assessorato al controllo del partito della Meloni». Un’accusa rivolta anche a Schifani: «Il problema non è più soltanto giudiziario. È un enorme problema politico. E chi continua a far finta di niente se ne assume tutta la responsabilità». Dovrebbe bastare il catalogo dei precedenti, alla politica, per interrogarsi sul modo in cui vengono scelti, finanziati e controllati i momenti d’intrattenimento.
Il concerto è soltanto la parte visibile. Attorno ci sono il palco, gli impianti, gli allestimenti, la comunicazione, le consulenze, i fornitori. Il valore artistico contiene inevitabilmente una componente soggettiva, ma gli altri costi andrebbero confrontati. E la promessa di attirare turisti dovrebbe essere accompagnata da obiettivi verificabili. Altrimenti basta mettere una celebrità sul manifesto per trasformare qualsiasi preventivo in una questione di prestigio.
Prima di Agrigento, il Natale era già diventato un genere giudiziario. “Un Magico Natale”, promosso dalla Fondazione Dragotto, doveva offrire spettacoli ai bambini a rischio di esclusione sociale. Per l’edizione 2023 c’erano 100 mila euro stanziati dalla Regione. Nelle carte comparvero le conversazioni fra Marcella Cannariato, gli organizzatori e l’assessora Elvira Amata: si discuteva anche della fideiussione per ottenere rapidamente i soldi. Secondo le ricostruzioni investigative, all’importanza del finanziamento non corrispose un’analoga partecipazione di pubblico. Gli inviti alle scuole erano partiti a ridosso degli appuntamenti e il problema diventò riempire le platee.
È la stessa manifestazione che ricorre nel filone riguardante il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno: la Procura ha ricostruito un presunto scambio attorno a contributi e incarichi, che comprendeva 98 mila euro per l’edizione 2024 e prestazioni retribuite per quella del 2023. Il processo ad Amata riguarda, invece, un altro evento: un finanziamento da 30 mila euro a una manifestazione della Fondazione Marisa Bellisario che, secondo l’accusa, sarebbe stato concesso in cambio dell’assunzione del nipote e del pagamento del suo alloggio. Contestazioni accomunate dal medesimo punto d’incontro: il denaro pubblico destinato a un’iniziativa e le utilità che, secondo i pm, ne sarebbero derivate per alcune persone.
Scendendo dai grandi appuntamenti ai cartelloni teatrali, si incontra Carlo Auteri. Il caso esplose nel 2024, dopo le denunce di Ismaele La Vardera e le inchieste giornalistiche de La7. Progetto Teatrando, l’associazione che aveva sede nell’abitazione della madre del deputato, risultò destinataria di 418 mila euro in tre anni; altri 95 mila riguardavano Abc Produzioni, ricondotta alla moglie. La Procura di Palermo aprì un’indagine anche sui contributi a un’associazione guidata da un macchinista del teatro di famiglia. Auteri contestò la ricostruzione, sostenendo che i fondi richiamati risalissero a prima del suo ingresso all’Ars. Il marchio politico rimaneva riconoscibile: rassegne, produzioni e attività culturali finanziate attraverso soggetti legati allo stesso ambiente familiare e professionale.
Ancora prima c’era stata Cannes, la trasferta che avrebbe dovuto vendere l’immagine dell’Isola sulla Croisette. Durante l’assessorato di Manlio Messina, la partecipazione del 2022 era costata oltre 2,2 milioni, con affidamenti alla lussemburghese Absolute Blue. Per il 2023, quando al Turismo era arrivato Francesco Paolo Scarpinato, il progetto salì a quasi 3,7 milioni. Schifani lo fermò con un provvedimento in autotutela che ancora oggi il Balilla non gli perdona. Fra le voci finite nella polemica, elencate in un’interrogazione del Pd, figuravano 311 mila euro per uno shooting fotografico, 920 mila per affitto del salone e decorazioni, 511 mila per animazioni e conferenza stampa. E altri 30 mila per le spese degli ospiti della Regione.
Dalla Croisette alle Celebrazioni belliniane, anche il coordinamento degli spettacoli aveva il suo prezzo: nel quadro economico del 2023, il contratto della project manager Gianna Fratta valeva 102 mila euro. Una cifra sulla cui congruità il Pd aveva chiesto chiarimenti, mentre quasi 900 mila euro erano destinati ai servizi generali, tecnici e promopubblicitari affidati a VM Agency.
Nuovi spettacoli, soliti interrogativi. Nell’estate 2024 Il Volo arrivò nella Valle dei Templi per due eventi televisivi sostenuti da Regione e ministero del Turismo. Il finanziamento complessivo era di 1,2 milioni di euro: 900 mila dalla Regione e 300 mila dal governo nazionale, attraverso il ministero del Turismo e l’Enit. Per realizzarli, il sito archeologico venne chiuso alle visite per due giorni. Il concerto natalizio fu registrato ad agosto e trasmesso alla vigilia su Canale 5, ottenendo oltre tre milioni di spettatori. Ma fra l’audience e il beneficio economico per l’Isola occorre un passaggio ulteriore: spiegare quali effetti abbia prodotto sul turismo.
Poi arrivano i Capodanni, con la Regione nel ruolo di finanziatore. Quello per salutare il 2025, in piazza Duomo a Catania e in diretta su Canale 5, valeva due milioni di euro. Anche qui per promuovere la Sicilia. Intanto il calendario è già pronto: il nuovo accordo con Rai Com porterà in Sicilia le prossime due edizioni dell’“Anno che verrà”, a cominciare da Palermo il 31 dicembre. Ma quanto vale una piazza piena? Quanto pesa il cast, quanto la produzione televisiva, quanto resta al territorio? Sono domande che nessuno pone.
Pisano è l’ultimo incidente di percorso di una politica che dovrebbe imparare a leggere anche il retro dei manifesti. Lì si trovano i contratti, i compensi, gli intermediari e i margini. La qualità di un artista si può discutere; una fattura, invece, si deve verificare. Finché tutto verrà difeso con il prestigio del nome, la bellezza della serata e l’immancabile promessa di un ritorno d’immagine, ci sarà spazio per chi vende bene gli spettacoli, ma soprattutto se stesso. E’ la vecchia storia dei faccendieri che non vanno mai in vacanza.


