Pare che Schifani ci abbia ripensato. Basta con la criminalizzazione dell’intera DC. Basta con la gogna inflitta a tutti cuffariani, compresi i due assessori che non avevano alcuna macchia giudiziaria e sono stati cacciati via senza pietà. Il presidente della Regione, stando alle indiscrezioni, avrebbe riposto nell’armadio il vestito severo del savonarola e avrebbe indossato quello, morbido e conciliante, del buon padre di famiglia che fustiga e perdona. Ora, davanti ai suoi occhi c’è una Dc divisa in due parti. Nel lato opaco e maleodorante ci sono i reprobi e gli irredimibili. Mentre nel lato opposto si possono anche trovare dei cuffariani onesti, presentabili, non implicati negli affari e nelle trame di Totò “Vasa vasa” e perciò degni di rientrare nel sacro tempio del governo regionale. La coerenza, a Palazzo d’Orleans, è come la questione morale: viene e va.


