La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è recata oggi a Niscemi accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Si tratta della terza visita della premier, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha sconvolto il comune nisseno.
“Quello che siamo qui per dirvi oggi è che siamo, con tempi che sono abbastanza veloci, pronti a mettere a terra le risorse” stanziate con il decreto legge di febbraio: “Domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri e vorremmo licenziare due programmi ciascuno di 75 milioni, il primo per la messa in sicurezza del territorio, il secondo per gli indennizzi ai proprietari di case” dell’area colpita dalla frana, ha detto la presidente del Consiglio intervenendo in consiglio comunale.
“Il secondo programma che il governo vuole licenziare serve a riconoscere i contributi ai proprietari di immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati e dichiarati inagibili e non possono essere ristrutturati o ricostruiti”. I fondi “possono essere utilizzati per comprare una casa già esistente, acquistare un’area edificabile e realizzare una nuova abitazione in zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo”, ha spiegato Meloni illustrando i due provvedimenti per distribuire i 150 milioni stanziati con il decreto legge di fine febbraio.
“Questo programma prevede uno stanziamento di 75 milioni di euro, al momento la stima che abbiamo dei contributi è di poco più di 50 milioni di euro mentre il resto sarà utilizzato per completare le demolizioni degli edifici crollati o inagibili. Parliamo di una stima perché il definitivo si farà a valle di tutte le istruttorie”. Anche se “non c’è stato un terremoto – ha aggiunto – vogliamo gestire le macerie come se ci fosse stato, con tecniche moderne e attenzione al territorio”.
“C’è ancora molto lavoro da fare per mettere in sicurezza il territorio e fare quello che è possibile per scongiurare che quello che è accaduto possa ripetersi, per fare ripartire questo territorio, metterlo in condizioni di guardare avanti, di archiviare per quanto possibile la frana”, ha proseguito.



