La sanità come banco di prova. E come terreno di posizionamento. Perché se c’è una casella che nel risiko del rimpasto fa gola a Fratelli d’Italia è proprio quella dell’assessorato più pesante, il più esposto, il più scivoloso: la Salute. Ne ha parlato il commissario regionale di FdI, Luca Sbardella, a Live Sicilia: «Per noi la sanità è un nervo scoperto non per quello che è successo a Trapani (la vicenda degli istologici costata il posto a Ferdinando Croce, ndr) ma perché siamo convinti che si potrebbe fare meglio. C’è ancora tanto da fare in questo campo». E infatti, alla domanda se Fratelli d’Italia senta di potere dire la propria, la risposta è tutt’altro che timida: «Assolutamente, se dovesse esserci la possibilità. Siamo convinti di potere dare un contributo che consenta di migliorare la situazione nell’interesse esclusivo dei cittadini».

Già nelle scorse settimane Sbardella si era lasciato andare a un giudizio non proprio lusinghiero sull’operato di Daniela Faraoni, ed è possibile – in vista di un rimescolamento in giunta (con la Amata “azzoppata” dall’inchiesta per corruzione) – che torni a premere. Il centrodestra non attraversa la sua fase migliore: «È un momento in cui bisogna ritrovare il senso di unità e la voglia di attuare un programma. Forse potrebbe essere anche una conseguenza degli ottimi risultati ottenuti fino ad oggi, in virtù dei quali ci si è un po’ rilassati. Serve un po’ di spinta, il rimpasto potrebbe essere la benzina giusta per ripartire in quarta». Infine il tema più delicato: il bis di Renato Schifani. «Più che il candidato presidente delle prossime regionali – ha detto Sbardella -, ci interessa lo stato di salute della coalizione: cioè la capacità di essere coesi. Il tagliando saranno proprio le prossime Amministrative. Se il centrodestra darà una dimostrazione di coesione e coerenza, la strada per la campagna elettorale delle Regionali sarà più in discesa».