Vi sono notizie che a prima vista appaiono irrilevanti. Ma se le leggi con attenzione ne cogli l’importanza, capisci che sono perfino fondamentali a comporre un affresco di questo nostro tempo.

Sono come le opere d’arte contemporanea, che per svelarne il valore e la forza devi osservarle senza pregiudizi, evitando di andare sul sicuro su ciò che tranquillizza, non provoca spaesamento.

Certo la notizia di questi giorni è la visita del Papa a Lampedusa con il suo straordinario rilievo e con la riproposizione del messaggio che la Chiesa ribadisce nei confronti dei migranti.

Ma se vuoi avere una rappresentazione autentica della realtà, devi guardare anche ad altri eventi. Per esempio all’incontro e alla pacificazione tra Pino Firrarello e Raffaele Lombardo, due importanti, immortali esponenti della politica per i quali il tempo non è né circolare né lineare, semplicemente non esiste. Per sedici anni si sono insultati, scontrati, hanno lottato senza esclusione di colpi per il potere. Poi hanno capito che insieme e senza spargimento di sangue possono percorrere ancora lunghi tratti di strada. E di futuro avranno certamente parlato.  Del loro futuro e di quello delle nuove generazioni delle quali interpretano perfettamente speranze e timori.

Il recupero del loro sodalizio ha emozionato il giovanotto che ha promosso l’incontro, al punto tale da indurlo a manifestare un’incontenibile commozione: “mi sento come Berlusconi davanti a Bush e Putin quando si stringevano la mano”.

Dicevano i latini che non risultava possibile confrontare le cose piccole con quelle grandi. Eppure al nostro emozionato intermediario, l’incontro tra Firrarello e Lombardo ha assunto un significato davvero storico.

Altra notizia che non può sfuggire e che di sicuro sarà ricordata e lasciando tracce profonde, è quella che ci offre Mimmo Rotella. Qualcuno dirà: ma chi è? Non certo il grande artista della pop art internazionale.

Mimmo è stato deputato e assessore regionale fino a dodici anni fa. Non c’è memoria di quell’esperienza. Eppure ora, libero da alcune vicende giudiziarie, ci tiene a far sapere che gli “sono piaciuti sempre i personaggi sopra le righe”. Che so, Caravaggio, D’Annunzio, Marinetti, Hemingway! Quello sopra le righe Mimmo lo trova qui, in casa nostra, e non può che essere Cateno De Luca.

E’ talmente colpito dalle mattane del nostro personaggio da delineare per lui un ruolo che va oltre la Sicilia perfino oltre il tempo.  Gli assegna infatti il compito di rimettere in piedi il Regno delle due Sicilie affidandone la guida a due consoli, il De Luca di Salerno e quello di Taormina. Avrà una bella risposta l’incosciente Garibaldi che rase al suolo quel formidabile regno. Intanto onore a Rotella che dopo un bel po’ di silenzio forzato torna con tanta capacità di delineare un radioso futuro per la nostra terra.

E per ultima, una terza notizia che in un certo modo mi coinvolge.

Marco Figuccia ha deciso di dimettersi da consigliere di una delle circoscrizioni di Palermo. Direte che è un fatto di poco conto. E io dico di no. Intanto si tratta di una decisione “di sicuro sofferta, esempio di dignità e di assoluto non attaccamento alla poltrona” – dichiara il fratello Vincenzo, deputato regionale.

Si tratta magari di uno strapuntino anziché di una poltrona, ma è sempre un simbolo del potere.

Per la sorella poi, lei consigliere comunale del capoluogo, quella scelta è “una dichiarazione d’amore verso Palermo”. La decisione di Marco sarà stata presa nel tinello di casa del padre Angelo, negli anni passati consigliere comunale e provinciale, amico sincero ed efficace capo elettore di chi scrive, fino a quando trentaquattro anni fa, il suo impegno non bastò ad impedire che gli elettori mi restituissero agli affetti familiari.

Poi Angelo e tutta la prole hanno vagato da un partito all’altro, finendo per aderire alla Lega. Non avranno mostrato molta coerenza. Di sicuro hanno saputo preservare ed incrementare la forza elettorale, trasformando una famiglia in un partito politico, più consistente di una delle tante sigle del fantomatico centro.

Certo fanno tutto in casa, e può darsi che ci sia del familismo. Comunque sono bravi, e hanno scoperto di avere la politica nel dna nel modo in cui essa si manifesta ora: cangiante e immune da ogni riferimento ideologico e culturale.

E’ questo il nostro tempo. E questo tempo ha i personaggi giusti per interpretarlo con fedeltà.  Così com’è: tragicamente divertente.