Nello Musumeci mette una pietra sopra la presunta regola dell’uscente e, con essa, sulla ricandidatura automatica di Renato Schifani. «Invocare la regola che l’uscente venga ricandidato è una bestemmia», dice il ministro a Catania, durante il tour estivo di Fratelli d’Italia.

Musumeci ricorda il precedente del 2022, quando proprio lui, presidente uscente, fu costretto da Forza Italia e Lega a farsi da parte perché considerato divisivo: «Da allora quella regola non esiste più». Dunque nessun diritto acquisito per Schifani e nemmeno per Forza Italia, che secondo Musumeci non può rivendicare automaticamente Palazzo d’Orléans.

Il candidato, chiarisce, dovrà uscire dal tavolo della coalizione e tenere conto anche degli equilibri nazionali: «Fratelli d’Italia è il primo partito in Italia» e oggi sarebbe quello maggiormente penalizzato nella distribuzione delle candidature.

E su Giorgio Mulè, altro nome che agita il centrodestra siciliano, Musumeci non chiude affatto: «È una persona rispettabilissima», ma anche FdI, aggiunge, dispone di personalità «che possono benissimo affrontare una campagna elettorale competitiva da candidato a presidente della Regione». Il messaggio per Schifani è piuttosto chiaro: il bis non è garantito.