“Noi e lo Zen”. La comoda antropologia degli incolpevoli
di Calogero Pumilia
Me li sarò magari meritati. Ma nella vita di privilegi non ne ho avuti pochi. L’ultimo, forse il più rilevante: vivo in uno dei posti più belli di Palermo, giusto a fianco del Teatro Massimo, nella piazza dedicata a Giuseppe Verdi. Non mi si fraintenda comunque. Il privilegio non è di stare a lato dello straordinario monumento di Basile. Non sono la vista del suo colonnato, della sua cupola e del suo frontespizio a rendere più serena la mia vecchiaia. Il vero, ineguagliabile beneficio è quello di potere svoltare l’angolo e trovarsi immerso nella più grande “friggitoria” – copyright del direttore di questo giornale – della città, e tra le maggiori del mondo. Questo è quello che mi si dovrebbe davvero invidiare: l’essere immerso in una enorme cucina, dalla quale..