Doveva essere uno dei premiati il 3 settembre al Teatro Antico, nella serata organizzata per celebrare i cinquant’anni di Taormina Arte. Leo Gullotta era stato contattato dalla direttrice artistica Simona Celi e aveva dato la propria disponibilità. Poi, qualche giorno dopo, la seconda telefonata e il contrordine: niente premio. Il suo nome non compare più fra i dodici prescelti. Da qui l’accusa di una “manina destra” che avrebbe cassato il suo nome.

«Ho ricevuto tanti premi nella mia carriera – ha spiegato Gullotta -, non è certo questo il problema. A me non è stato detto niente di questa selezione: io faccio un ragionamento, due più due fa quattro, e vedo che dietro Taormina Arte c’è la Regione». Si sente «schiaffeggiato», offeso «come professionista, come persona e come siciliano», e non intende lasciar correre: «Già in passato sono stato censurato ma ora, a 80 anni, nella mia terra, non ci sto e denuncio». E ricorda: «Però quando ho lavorato gratis per la nuova Casa museo di Pirandello voluta dall’allora presidente Nello Musumeci ero uno bravissimo».

La Regione respinge ogni sospetto. L’assessora al Turismo Elvira Amata sostiene di non essere intervenuta nella scelta. Celi spiega invece di avere contattato quasi cento artisti per arrivare ai dodici premiati e che una selezione, alla fine, era inevitabile. Rimane però il piccolo mistero originario: perché comunicare a Gullotta l’assegnazione del premio e poi richiamarlo per dirgli che non c’era più? Il caso intanto è diventato politico, con il Pd che ha annunciato un’interrogazione parlamentare.

Naturalmente sarà tutto un equivoco. Ma dalle parti di Taormina Arte hanno sempre trovato il tempo per le scelte mirate. Nel 2025 nei dati ANAC della Fondazione compare un affidamento diretto da 72 mila euro per la gestione della comunicazione sui social e la produzione di video e articoli redazionali da pubblicare su ilSicilia.it, la testata edita da Mercurio Comunicazione e diretta da Maurizio Scaglione. Insomma, Gullotta può sparire dall’elenco dei premiati tra una telefonata e l’altra. Quando invece si tratta di comunicazione, un posto a tavola si trova sempre.