Marina Berlusconi si è guardata bene da bacchettare pubblicamente Pier Silvio, dopo l’uscita a favore di Roberto Vannacci. I panni sporchi, si sa, si lavano in famiglia. Ma ora che si è posato il polverone alzato dal capo di Mediaset, dal quartier generale della Fininvest filtra lo “sconcerto” e la “sorpresa” della Cavaliera per l’apertura del fratello a favore dell’ex generale della Folgore. “Vannacci è un comunicatore molto efficace. Ora per lui è il tempo della propaganda, ma quando presenterà un programma lo confronteremo con quello del centrodestra e Giorgia Meloni deciderà il da farsi”, ha messo a verbale Pier Silvio giovedì scorso. Parole che hanno innescato un insolito scambio di affettuosità con il leader di Futuro nazionale: “Quelle di Berlusconi sono parole ragionevoli e pragmatiche da parte di una persona che non fa politica. E per questo mi piace ancora di più…”.
Davvero troppo per Marina che, non meno di un mese fa, era corsa ad alzare un “argine invalicabile” di fronte alle truppe dell’ex generale. E invece che ti fa il fratello? Apre a un’alleanza con i neofascisti e lascia a Meloni il compito di decidere se imbarcarli o meno. “Come se Forza Italia non contasse nulla, come se non avessimo nulla da dire al riguardo…”, osserva un colonello azzurro vicino alla Cavaliera, “per fortuna a dare le carte, a decidere, è però Marina Berlusconi, non Pier Silvio”. Segue un’osservazione, non banale, di “geografia politica”: “Marina è senz’altro più liberale del fratello che, non lo scopriamo adesso, è invece molto più a destra…”.
Di certo, dopo la sortita del capo di Mediaset, dentro al partito è scattato l’allarme. Molti sono corsi a chiedere chiarimenti ad Antonio Tajani, trovandolo insolitamente aperturista: “Cosa faremo con Vannacci? Si deciderà in prossimità delle elezioni”. Un po’ come Giorgio Mulé che, al contrario delle settimane precedenti, non taglia i ponti con l’ex parà: “Lo vado dicendo da tempo. Si aspetta, si vede il programma e poi si decide. Certo, poi bisogna venirsi incontro, il generale deve rinunciare all’idea della remigrazione, altrimenti tanti saluti e amici come prima…”.


