“Una battaglia di giustizia, non ci fermiamo”, dicono dalla Lega. Dopo aver invocato a gran voce la grazie e proposto una candidatura per Mario Roggero, il leader leghista Matteo Salvini arriva al carcere di Bollate, nel milanese, dove il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver sparato a due ladri in fuga nel 2021 ha appena trascorso la sua prima notte in cella.

Il Carroccio è stato il primo partito a difendere Roggero, un’offensiva innocentista che non si ferma. Per questo Salvini, accompagnato dai deputati Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti, non si vuole fermare agli appelli. Dopo la manifestazione organizzata dalla Lega giovani, con tanto di striscioni per chiedere la grazia, il vicepremier è entrato nel carcere per incontrare il gioielliere.

La visita dura circa un’ora. Uscito dal carcere, Salvini spera che “la detenzione duri poco”: “Roggero sta bene, ci siamo abbracciati a lungo. Non merita un apena così dura”. Il leghista promette di non fare “pressioni su Mattarella” per la grazia. “Stiamo esaminando tutti i profili, ma se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, ne sarei orgoglioso”.

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