Uno dei paradossi dei Centri per l’impiego, a cinque mesi dall’avvio del reddito di cittadinanza, è non avere a disposizione l’elenco dei percettori. “Ne abbiamo intercettato qualcuno durante la normale attività lavorativa, in cui cerchiamo di incrociare domanda e offerta – ci spiega Gianni Vindigni, direttore del Cpi di Ragusa – Gli abbiamo proposto un lavoro, ma ci è stato risposto di ‘no’, perché usufruivano già del sussidio. Se avessimo avuto un database aggiornato, avremmo potuto registrarlo come ‘primo rifiuto’”. Ogni percettore del reddito minimo può dire ‘no’ fino a tre volte. Poi scatta la revoca dell’assegno. Ma in molti, da aprile, si cullano sugli allori. Perché lavorare se c’è qualcuno che ti paga senza fare nulla? La card gialla erogata dalle Poste è la panacea di tutti i mali.

“Peccato, perché già numerose aziende nel Ragusano sarebbero state pronte ad assumere, anche a tempo indeterminato, specie nel Turismo” si rammarica Vindigni. “Sono venuti a bussare alla nostra porta, ma abbiamo risposto picche”. Non avendo un elenco di potenziali candidati da offrire alle imprese, “il contatto può avvenire solo se le aziende conoscono personalmente un percettore di reddito e ce lo indicano. Certo, il disoccupato deve aver sostenuto il colloquio e possedere le competenze richieste. Ma incrociare i dati in questo modo è molto più complicato. Non critico il dispositivo, ma la tempistica e le modalità operative. Siamo indietro”.

Si parla tanto di politiche attive del lavoro. Ma fin qui il reddito di cittadinanza – il provvedimento che spiega la presenza dei 5 Stelle al governo – si è tradotto in puro assistenzialismo. Questo perché i Centri per l’impiego, e non soltanto loro, sono impreparati. La fase-2 del reddito riscontra numerose criticità. Per citarne una, le aziende non conoscono i termini degli sgravi fiscali previsti per l’assunzione dei percettori. Ma il problema si estende ai navigator. Dopo aver sostenuto il concorsone a Roma, a fine giugno, i 2.978 vincitori di concorso non sono entrati nel pieno delle loro funzioni. Tolta la Campania – il governatore De Luca non ha firmato la convenzione con Anpal per procedere all’assunzione di 470 persone – anche altrove si registrano ritardi.

Gianni Vindigni

In Sicilia, ad esempio, il 1° agosto è cominciato il periodo di formazione presso la facoltà di Economia dell’Università Statale di Palermo. Il corso – giacché ci troviamo in piena estate – procederà a spizzichi e bocconi, comportando ulteriori rinvii sulla tabella di marcia: “Abbiamo fatto quattro conti – spiega Vindigni – e crediamo che i navigator non arriveranno in sede fino a metà settembre. Se dovessero riuscirci prima, siamo qui ad accoglierli”. A Ragusa (ma verranno suddivisi anche nelle sedi di Vittoria e Modica) ce ne saranno 21. Tutti 30enni, la maggior parte con una laurea in Giurisprudenza. Vindigni ha avuto modo di dare un’occhiata ai curriculum: “Sono molto professionali, non c’è che dire. Una bella ventata di gioventù”. La preoccupazione, semmai, è un’altra: procedere all’integrazione coi 108 dipendenti già presenti negli uffici. Lavoratori di categoria “a” e “b”, le cui mansioni andrebbero avvalorate o, quanto meno, riconosciute: “Con quelle qualifiche, i primi dovrebbero limitarsi ad aprire e chiudere il portone d’ingresso, i secondi a stampare fotocopie. Invece, da anni, portano avanti un lavoro esemplare, professionale, che meriterebbe un riconoscimento. Magari con un concorso interno, o con un colloquio a livello regionale”.

Prima andrebbero valorizzate le risorse esistenti. Poi, fatti i nuovi inserimenti. Vale la stessa cosa per gli ex sportellisti della Formazione, che al “primo giorno” dei nuovi assunti hanno organizzato un picchetto, assieme ai sindacati, di fronte all’università: “La contestazione – ha detto Sandro Cardinale, di Usb Sicilia – non è verso i ragazzi fortunati che hanno ottenuto un posto di lavoro, ma si è trattato di una vera e propria azione politica per far emergere e tenere alta l’attenzione sulla problematica sociale dei licenziati della formazione professionale. Un’azione che ha dato i frutti che speravamo, ossia portare all’attenzione dell’opinione pubblica la questione e contestualmente la voce dei licenziati dell’albo alle autorità presenti”. Hanno ottenuto di parlare con il nuovo capo di Anpal, quel Massimo Parisi che arriva dall’università del Mississipi cui Di Maio ha affidato il faldone del reddito di cittadinanza, con la promessa che qualcuno prima o poi se ne occuperà.

Ma quanto valgono oggi le promesse? Vindigni è rimasto colpito da una dichiarazione del Ministro del Lavoro durante il “kick off” di metà settimana a Roma, organizzato in pompa magna all’auditorium del Parco della Musica. “Ha detto che da questo momento in poi “un disoccupato non andrà a umiliarsi presso i Centri per l’impiego perché troverà i navigator”. Non voglio fare né polemica, né politica, ma mi dispiace che i miei dipendenti, che io chiamo “colleghi”, vengano offesi e vilipesi. Non andrebbero alimentate queste campagne d’odio, o sarà più difficile completare l’integrazione fra i nuovi arrivati e chi nei Centri ci lavora già”.

“I navigator che verranno ad aiutarci, ammesso che vengano istruiti opportunamente, incroceranno domanda e offerta di lavoro – spiega ancora Vindigni – Anche se noi, lo dico con un pizzico di presunzione, ma lo penso per davvero, siamo maestri in questo. Tutto comincia con una intervista professionalizzante al disoccupato, durante la quale cerchiamo di capire le sue skills (competenze). Un 20% dei percettori del reddito si è presentato spontaneamente, ma gli altri? Al momento, non avendo gli elenchi, non siamo riusciti a convocarli. Dalle ultime riunioni romane, ho appreso che le convocazioni avverranno dal 3 al 30 settembre e che i primi colloqui andranno avanti fino al 15 dicembre. E’ quel giorno che terminerà il primo step”. Saranno otto mesi dal via. Otto mesi (non è detto che siano gli ultimi) senza un lavoro ma con uno stipendio, fino a 780 euro al mese.

Parlando di soldi, i navigator – che avranno un contratto da co.co.co. fino al 30 aprile 2021 – percepiranno 1.700 euro al mese più 300 di rimborsi. Un operatore dei Cpi di categoria “a” o “b”, invece, attualmente arriva a 1.050. Una gran bella differenza. “Ma non c’è disparità di trattamento – chiarisce subito Vindigni – I navigator sono laureati”. Se saranno un valore aggiunto è tutto da dimostrare: “Per trovare immediatamente un lavoro, servirebbe la bacchetta del mago Silvan – scherza il direttore – Se ci riusciranno i navigator, non potrò che compiacermi. In ogni caso, bisognerà utilizzarli nel modo giusto e al momento giusto, organizzando ruoli e competenze. Se riusciamo a creare questo connubio, potremo lavorare bene. Chi viene allo sportello merita di essere ascoltato con grande attenzione. Per questo non si può sottovalutare la collaborazione fra persone”.

Nel piano di Luigi Di Maio era previsto un investimento corposo da un miliardo di euro per la riforma dei Centri per l’Impiego: “Avevamo immaginato che anche dal punto di vista strutturale si sarebbe fatto qualcosa – spiega Vindigni –, anche se Ragusa siamo un’oasi nel deserto, perché gli uffici sono in sicurezza e i mezzi all’avanguardia. Ma so perfettamente che in altre province non è così”. Ci sarà tempo (forse) e modo per rimediare. Ora come ora l’unica preoccupazione è formare i navigator e istruire gli operatori dei Centri per l’impiego, direttori compresi, che dovranno accoglierli: “Mercoledì a Ragusa ci sarà il kick off. Verrà la coordinatrice regionale di Anpal Servizi, la dottoressa Patrizia Caudullo, per spiegarci come funzionano questi tutor”. Capirlo sarebbe già un ottimo inizio.