Continua la passerella delle istituzioni nei luoghi devastati dal passaggio del ciclone Harry. Oggi è toccato al presidente del Senato Ignazio La Russa che, accompagnato dal presidente dell’Ars (e suo delfino) Galvagno e dal sindaco di Taormina, Cateno De Luca, si è recato in visita a Letojanni: “Sono qui a testimoniare, come presidente del Senato, a parlare a nome di tutte le forze politiche e del governo, la volontà di volere aiutare profondamente e velocemente questa zona duramente colpita dal maltempo e che vive di turismo. E siccome l’estate sta arrivando, bisogna fare presto”.
“Credo – ha aggiunto – che sia una doverosa visita per testimoniare la vicinanza del Senato e quindi di tutte le forze politiche che sono presenti al Senato alla tragedia, perché di questo si tratta. Sono Comuni che vivono di turismo e lo Stato deve avere la prontezza e la velocità di cercare, nei limiti del possibile, di rimarginare, senza fare figli e figliastri, con la velocità più ampia possibile, ma anche con le risorse necessarie”.
Poi La Russa ha puntato il dito contro la scarsa eco riservata al fenomeno che si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna: “I miei amici a Milano sono rimasti molto colpiti dai danni causati dal ciclone Harry, ma forse ci vorrebbe che i media televisiva e su carta si occupassero con maggiore intensità di quello che sta avvenendo. Non è un rimprovero, ma un cortese invito a non trascurare il dramma che stanno vivendo le Istituzioni, i cittadini, i commercianti. Farei partire, e io sono a disposizione perché in altri casi è stato fatto, una raccolta di solidarietà e di risorse con l’aiuto delle televisioni e dei giornali. Non è ancora partita, spero che questo mio appello serva. Altrimenti potremmo farlo come forze politiche, sia maggioranza che di opposizione. Ma spero siano i media e di potermi accodare”. Lo ha detto il presidente del Senato a margine di un sopralluogo al mercato ittico di Aci Trezza, frazione marinara di Aci Castello .
Schifani: lunedì in Consiglio dei Ministri lo stato d’emergenza
«Le risorse economiche per la ricostruzione ci saranno, adesso lavorerò molto su regole interne all’amministrazione regionale per velocizzare i tempi per l’autorizzazione al ripristino di lidi, stabilimenti balneari, a tutti quegli interventi che hanno bisogno di celerità. Vigilerò anche sulla mobilitazione della burocrazia regionale, che dovrà dare prova di grande responsabilità e grande intelligenza». Così Renato Schifani, a margine della visita di ieri nelle zone del Caanese colpite dal ciclone Harry. Il presidente della Regione ha visitato Aci Trezza, frazione di Aci Castello. Poi si è recato a Stazzo, frazione di Acireale, e al porto di Riposto. Infine al lungomare di Catania, con il sindaco Enrico Trantino.
«Le priorità – ha detto Schifani – sono l’eliminazione dello stato di emergenza e delle situazioni che mettono in pericolo l’incolumità di cittadini e cose. Il sistema di prevenzione ha retto, non si registrano danni alle persone, ma questo non ci esime dalla necessità di essere veloci. Come ho già detto più volte, sono certo che non mancheranno le risorse finanziarie, la vera scommessa sono i tempi, noi siamo pronti a fare la nostra parte. Il premier Giorgia Meloni ha voluto anticipare a lunedì prossimo il Consiglio dei ministri per dichiarare lo stato di emergenza e stanziare le prime risorse per far fronte agli interventi urgenti e garantire i primi ristori. Questo è un segnale che ci incoraggia molto».
“Come presidente della Regione e come padre di famiglia dedicherò larga parte della mia giornata a lavorare per affrontare l’emergenza ed eliminare le situazioni di pericolo. Poi, come prevede la legge, il governo nazionale nominerà un commissario per la ricostruzione: ben venga. Sorrido alle polemiche che ho letto su alcuni organi di stampa, mi fido assolutamente del premier Meloni, sono sicuro che sceglierà una figura affidabile, operativa, che sappia assumersi le responsabilità”. Quella figura potrebbe essere lui.
La giunta dichiara lo stato di crisi e di emergenza regionale
Dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per il maltempo che nei giorni 19, 20 e 21 gennaio ha investito la Sicilia a causa del ciclone Harry. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nel corso della riunione straordinaria di giovedì mattina a Palazzo d’Orléans. Via libera anche alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Sul piano economico, la giunta ha stanziato 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori e ha deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, consentirà di accedere a 20 milioni di fondi globali.
«Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni – ha detto Schifani nel corso di un incontro con i giornalisti -. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse. Faremo ancora rete, come abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo ricevuto le prime previsioni meteo. Il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l’incolumità delle persone. Grazie a questo grande lavoro, non abbiamo registrato vittime. Le Istituzioni non mancheranno di far sentire ancora la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti».
Collegato da Catania, anche il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza. Stando al primo censimento, la stima provvisoria dei danni ammonta a 741 milioni di euro. Le province più colpite: Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro) e Siracusa (159,8 milioni di euro). Esclusi da questa quantificazione i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari causati dalla sospensione delle stesse per il tempo necessario al ripristino delle strutture, e i danni al settore agricolo la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato dell’Agricoltura. Inoltre, è stata richiesta anche una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane.
«Con la preparazione preventiva all’emergenza – ha detto Cocina – abbiamo richiamato tutti i soggetti coinvolti alle loro responsabilità. Abbiamo spiegato che dovevano prepararsi ad affrontare uno scenario severo in cui a preoccuparci non erano soltanto le piogge, ma soprattutto i forti venti e le mareggiate. Sono state emesse centinaia di ordinanze sindacali. E il sistema di Protezione civile ha retto bene».
Il presidente Schifani ha parlato anche della fase successiva all’emergenza, quando l’impegno delle Istituzioni sarà tutto rivolto alla ricostruzione: «Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 – ha detto – vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata, e con la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi di natura pubblica e privata e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese. Inoltre, gli uffici stanno valutando se vi siano i presupposti per accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie. Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicato a questo».
La cronaca
Il maltempo ha danneggiato la rete ferroviaria sulla costa Ionica della Sicilia, nella zona di Scaletta Zanclea, nel Messinese, e i collegamenti tra la Città dello Stretto, Catania e Siracusa sono interrotti. In alcuni tratti il terrapieno è stato distrutto dalla forza del mare e i binari sono rimasti ‘sospesi’.
Danni ingenti si registrano per il maltempo nel comprensorio turistico di Taormina. Particolarmente colpita la zona di Letojanni dove sul lungomare si è aperta un’enorme voragine e le strade del paesino costiero sono state invase dal mare. Qui le onde hanno danneggiato le piattaforme sulla spiaggia di numerosi ritrovi, come del noto ristorante “Da Nino” che è stata distrutta. Danni si sono registrati sulla via costiera della limitrofa frazione taorminese di Mazzeo dove è crollata parte della piazza Salvo D’Acquisto, al muraglione del giardino che si affaccia sulla spiaggia dell’hotel Caparena e alle strutture di Spisone. Mazzaró, altra spiaggia di Taormina, è stata sommersa dai marosi. A Isolabella le onde hanno rovinato i lidi sul mare.
Grande difficoltà anche a Giardini Naxos dove le mareggiate hanno rovinato il muretto della passeggiata pedonale del lungomare. Al molo Saia si sono verificati altri crolli del parapetto in muratura della strada. Qui la Protezione civile ha fatto evacuare due anziane che abitano in una casa al piano terra. Stessa cosa per due anziani turisti canadesi che avevano preso in affitto un’abitazione nella zona della foce del torrente Sirina: sono stati accompagnati dalla polizia rurale di Taormina e dai vigili del fuoco al sicuro in una struttura ricettiva del centro storico. Nella cittadina Naxiota, inoltre, le onde hanno colpito i lidi della zona di Recanati e della zona del molo di Schisò. Distrutta la antica ringhiera che si trovava al di sotto del Municipio.
In provincia di Catania si registrano tettoie, alberi caduti e pali divelti in diversi comuni. A Catania e Paternò sono stati allestiti dei dormitori per le persone senza fissa dimora. Nel capoluogo etneo, le aree maggiormente interessate risultano i litorali di viale Kennedy alla Plaia e Ruggero di Lauria e Artale Alagona a Ognina, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e le strade limitrofe. Le mareggiate hanno trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia. Decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto in alcuni tratti ha superato i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.
In provincia di Siracusa, a Pachino e Marzamemi, le raffiche di vento molto forti e le mareggiate hanno reso necessaria l’interdizione dell’area portuale. Un tratto del muraglione di via Arsenale a Siracusa è crollato sulla scogliera per la violenza delle onde. I vigili del fuoco hanno superato i 220 interventi in 48 ore: frane, rimozione di alberi e massi dalla sede stradale, svuotamento seminterrati, rimozione di tendoni, cartelli pubblicitari, coperture, incendio cavi elettrici, ascensori bloccati. Il mare mosso ha devastato il porto Piccolo a Ortigia: distrutti i pontili galleggianti, ed il materiale si è riversato in mare ed è pericoloso per la navigazione. Alcune barche, nonostante ormeggi rafforzati, sono state affondate. In tutta la provincia si sono registrati blackout elettrici per l’abbattimento dei pali dell’energia. La zona di Pantanelli è stata compromessa dall’esondazione del fiume Anapo. Alcune famiglie, che ieri sono state evacuate, potranno rientrare oggi. I detriti hanno isolato alcune zone balneari. Una tromba d’aria si è abbattuta su Brucoli (Augusta): tetti divelti, barche danneggiate, danneggiati i locali affacciati sul mare. Le criticità riguardano le strade litoranee di Calabernardo, a Noto, e viale Aldo Moro ad Avola: erose e con evidenti cedimenti delle scarpate sottostanti. Anche Strada Marina di Priolo Gargallo danneggiata e con detriti. Ad Augusta, secondo quanto riferito dal sindaco Giuseppe Di Mare, ci sarebbero circa 800 utenti senza energia elettrica in abitazioni ed attività. Il Lungomare Rossini, recentemente ristrutturato, è stato danneggiato dalle mareggiate e dalla furia del vento.
In provincia di Ragusa sulla statale 115 (Comiso-Ragusa) è crollato un muro a secco che ha parzialmente invaso la carreggiata. Cancellati dalla furia del mare alcuni lidi sulle spiagge di Pozzallo, Sampieri, Punta Secca e Marina di Ragusa. Un albero è stato abbattuto in viale delle Americhe, a Ragusa.


