C’è anche il deputato nazionale di Fratelli d’Italia Calogero Pisano fra i sei indagati nell’inchiesta della Procura di Agrigento sui finanziamenti pubblici concessi ad alcuni eventi culturali organizzati in città tra il 2022 e il 2025. Per lui, come per altri coinvolti, le contestazioni principali sono peculato e truffa aggravata. Ma il suo nome compare anche in un ulteriore filone, quello relativo a un presunto finanziamento illecito ai partiti.
L’indagine, coordinata dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dalla pm Elettra Consoli, ruota attorno a una presunta manipolazione delle rendicontazioni presentate per ottenere fondi regionali destinati a manifestazioni culturali promosse dalla Dmo Valle dei Templi e dalla Fondazione Teatro Pirandello, entrambe partecipate dal Comune di Agrigento. Secondo l’ipotesi accusatoria, attraverso fatture gonfiate e documentazione incompleta sarebbe stato chiesto alla Regione un finanziamento molto più alto rispetto alle spese realmente sostenute.
Tra gli indagati, oltre a Pisano, figurano l’amministratore delegato della Dmo Fabrizio La Gaipa, il direttore della Fondazione Pirandello Salvatore Prestia – che si è dimesso stamattina – la moglie Laura Cozzo, Calogero Casucci e Antonio Migliaccio, ex autista dello stesso Pisano e rappresentante legale di un’associazione culturale.
Al centro dell’inchiesta ci sono tre eventi del Natale 2022 – “Xena Akragantos”, “Natale destinazione Agrigento” e “Destinazione Agrigento Costa del Mito” – per i quali sarebbero stati richiesti contributi pubblici per 602 mila euro, una cifra che, secondo la Procura, avrebbe triplicato il costo reale delle iniziative. Fra gli esempi citati dagli inquirenti c’è il noleggio di 34 bagni chimici in occasione del concerto di Capodanno di Achille Lauro. Il presunto danno per la Regione ammonterebbe a circa 300 mila euro.
Ma l’aspetto politicamente più delicato riguarda proprio Pisano, “sospeso” nel 2022 dal partito per alcuni apprezzamenti social a Hitler, e rientrato da qualche settimana dopo un passaggio indolore a Noi Moderati. A lui, insieme a Prestia e Cozzo, viene contestata anche l’ipotesi di finanziamento illecito: secondo i magistrati, 30 mila euro indicati formalmente come “prestito personale” sarebbero stati in realtà destinati alla campagna elettorale del 2022, quella che portò Pisano alla Camera, senza che la somma venisse dichiarata.
La Procura sospetta inoltre che parte dei fondi pubblici venisse gestita in modo privatistico attraverso associazioni culturali intestate a prestanome, ma riconducibili ai vertici della Fondazione Pirandello, con successivi prelievi di contante.


