Volete Trump o il lampione acceso? L’inferno di Meloni ha i capelli arancioni e minaccia l’apocalisse: “Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete l’inferno”. Se non arriva oggi la tregua in Iran, arriva presto la targa alterna. La possibilità di un lockdown energetico, dopo le parole di Meloni, il viaggio in Arabia, la fine delle scorte negli aeroporti, fa parte dello scenario. Tornano d’attualità la frase “volete la pace o il condizionatore?” e la figura di Draghi. I burocrati nei ministeri e i Berlusconi fanno il nome dell’ex premier, anche solo per esorcizzare l’inferno. Sono previsti due tavoli a Chigi, uno per rilanciare i provvedimenti sulla sicurezza, con Piantedosi, e un altro sulle partecipate di stato, sui “veleni” a Leonardo, sul “caso” Cingolani. Salvini ora chiede all’Europa di acquistare gas russo. Il suo referendum è: o Putin o le candele.

Sta cadendo un altro tabù. Per rispondere alla crisi energetica, il governo è pronto a squadernare le misure da epoca orribile, quelle che facevano schiumare di rabbia la destra. Se la situazione a Hormuz dovesse peggiorare si parla di abbassare i gradi dei climatizzatori, di contingentare l’illuminazione pubblica e procedere con lo smart working. L’estremo, ma è l’estremo, sarebbe ricorrere alla circolazione a targhe alterne. Siamo passati dall’invito di Trump, agli europei, “andatevi a prendere il petrolio a Hormuz” alla frase “aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o sarà l’inferno”. Raccontano che il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Pichetto Fratin, quando si trova a parlare in pubblico, chiede le ultime dichiarazioni di Trump, da cui “ormai dipende ogni cosa”. È la fase più sofferente di governo, un governo che ha fatto del rigore e del rispetto dei conti pubblici la sua cifra, un lavoro che vede svanire per una guerra non voluta, da un presidente che ha sempre definito Meloni “grande donna” e “amica”. Continua su ilfoglio.it