Una telefonata accorcia la vita del ponte Meloni-Trump. Il mondo è cambiato: Trump insulta Meloni e Schlein, bravissima, la difende. In un giorno crolla l’intesa con Trump e viene stracciato il memorandum Italia-Israele con il governo Netanyahu. Il Meloni 0 di fatto inizia oggi con una telefonata, uno scaracchio da cornuto, con questa frase di Trump: “Sono scioccato da Meloni”, “mi sono sbagliato”, “inaccettabile è lei perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia”. Sentite cosa dice il ministro Foti quando gli dicono che Trump vi ha abbandonato: “Meglio che ci abbia abbandonato. È la prova che si può essere d’accordo con Trump e a volte no. È la prova che non siamo servi”. Vengono cancellati tre anni di politica estera. Meloni difesa da Schlein è il segno che Palazzo Chigi è già sotto ipoteca.

Da oggi abbiamo un cornuto in più ma una Meloni più libera. Tre anni di politica estera evaporano grazie alla telefonata di Viviana Mazza, la corrispondente del Corriere in America, a Trump, il presidente che si paragona a Dio e che, se potesse, deporterebbe Papa Leone a Caracas, la sua riserva di caccia. Rivela Trump che Meloni non “vuole aiutarci con la Nato”, che Meloni “non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”. Rischia di essere la prima a dirlo, ma Simonetta Matone, l’ex magistrata, deputata della Lega, avvisa: “Attenti, Trump può puntare su Vannacci e farlo crescere”. A Palazzo Chigi non lo dichiarano ma salutano la frase di Trump come un modo per ricominciare, “un’opportunità”, un “regalo”. Guido Crosetto, a chi gli domanda se sia vero o meno che a Chigi salutano la frase come un regalo, risponde: “Può darsi”. Si sono liberati di un presidente che ora tutta la maggioranza può definire apertamente “un mitomane”, “un pazzo”, ma qual è il costo? Continua su ilfoglio.it