Meno male che c’è Repubblica che, con un colpo d’ala, ha promosso un dibattito a più voci – giovedì mattina allo Steri – per ricordare gli ottant’anni dello Statuto siciliano. Ricordare, non festeggiare. Perché nessuno in questa sfortunata Isola del Sud ha voglia di stappare bottiglie di champagne. La Regione, in tutte le sue articolazioni politiche e burocratiche, sta attraversando un periodo nero, nerissimo. La classe di governo si è chiusa a riccio nel castello dei propri privilegi. I partiti di maggioranza si sono tramutati in una casta bramina mentre quelli di opposizione continuano a svolazzare senza meta tra le mura delle proprie rivalità e della propria irrilevanza. La democrazia – diciamolo – si è appannata e non è un caso che, davanti ai tanti scandali e disastri, il popolo degli elettori si sia dimezzato. S’avanza il disgusto: che c’è da festeggiare?


