L’hanno portata anche da papa Leone, forse per farla benedire dopo che i commenti sui social e le manovre a Piazza Affari e a Wall Street l’avevano travolta. La Luce della Ferrari si è spenta ancora prima di mettersi in moto e poter far sentire la sua voce che, benché elettrica, sarà unica e particolare. Non un aspirapolvere come la maggior parte delle auto di quel tipo.
È bastato diffondere un pacchetto di fotografie selezionate per scatenare la reazione degli appassionati. Il sito ufficiale della Casa di Maranello è stato travolto da insulti che non aveva ricevuto neppure Chiara Ferragni prima di presentarsi in tuta grigia. Il più generoso era: “Enzo Ferrari si starà rivoltando nella tomba”.
Ma gli utenti anonimi non bastavano. A un certo punto sono scesi in campo anche i pezzi da novanta come l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo che, a margine di un incontro in Confindustria, ha detto: “Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino”. Non contento ha aggiunto pure: “Questa sicuramente è una macchina che almeno i cinesi non ci copieranno”.
È quello che succede quando viene la brillante idea di andare a farsi disegnare un’auto in California da chi fino all’altro ieri era famoso per aver progettato l’iPhone. A far saltare i nervi e le tastiere agli appassionati è stata la linea della Ferrari Luce, ancora di più della sua motorizzazione elettrica. Non si sono neppure preoccupati dei contenuti tecnologici, dei 60 brevetti nascosti sotto quel vestito mal riuscito. L’hanno vista in fotografia e hanno cominciato a scrivere.
È dalle 22.10 di lunedì sera, ora in cui è scaduto l’embargo, che sono cominciate le raffiche. Deve essere stata una notte agitata per il management ferrarista che un po’ si attendeva la reazione, ma non la immaginava così forte. Elkann & c. avevano incassato anche i complimenti del presidente Mattarella. Ma hanno sottovalutato l’impatto della scelta di affidare a due designer stranieri il futuro della Ferrari.
Ma come, tutto il mondo adora lo stile italiano e voi che rappresentate il made in Italy al più alto livello andate a farvi disegnare l’auto in California. Non poteva mancare l’attacco di Carlo Calenda, il leader di Azione che da anni spara ad alzo zero su Elkann: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile”. Continua su ilfoglio.it



