Di Sigfrido e dei suoi amichetti e amichette Totò farebbe un indimenticabile pasticcio di farsa e avanspettacolo. In mancanza del grandissimo comico, è lui stesso a farsi pasticcio professionale, umano, autobiografico, ungendosi di ridicolo anche come spalla di sé stesso, insieme Totò e Peppino, un purissimo Camillo Mastrocinque, un titolo perfetto: La banda degli onesti.

Una volta al Foglio, quando ero ancora direttore, dunque tanti anni fa, mi venne a trovare Milena Gabanelli, piacentina, una donna rigida e interessante, un esemplare prima Rai e poi Corriere di giornalismo investigativo piuttosto rigoroso e documentato. Voleva rassicurarmi sul suo metodo di lavoro, ma con molta dignità e senza chiedere assolutamente niente (probabilmente avevamo sfruculiato la sua trasmissione, Report). Mi fece una buona impressione la sua disinteressata freddezza, il puntiglio professionalista, pur non essendo io tipo da suggestionarmi alla vista di una maestrina, e pensai senza pregiudizio alle cose che voleva trasmettermi con quella visita. Non sono una cialtrona dello scandalismo, questa la sostanza, faccio un lavoro onesto meticoloso e a prova di bomba, basato sul gran tempo che lascio ai miei collaboratori videogiornalisti per seguire le inchieste dopo averne definito il senso insieme, in genere sono esterni, in molti casi improvvisati reporter da sperimentare sul campo, piccoli giornalisti crescono, e tutto passa il filtro professionale attento e sobrio che è dovuto alle notizie, alle indagini o inchieste su quanto di storto emerge nel mio paese e vicinanze. Un autoritratto perfetto, a suo modo, e chissenefrega delle sbavature, che stanno dappertutto, anche qui e qui chissenefrega delle sbavature, che stanno dappertutto, anche qui e qui personalmente, figuriamoci.

Dietro il lavoro di Gabanelli c’era una storia, un impegno collettivo, esperienze internazionali come la nascita di New York One, un canale televisivo che si serviva appunto del videogiornalismo, cose di cui ha parlato per la sua parte Roberto Quagliano, per anni collaboratore e mentore di Milena, in una intervista equilibrata e interessante sul Riformista.

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