Non c’è solo il Balilla errante che cerca una sponda per tornare in Fratelli d’Italia. La corrente turistica è viva e lotta insieme a noi. Emerge dagli ultimi accadimenti: Manlio Messina è riapparso a Ragalna, alla corte di Ignazio La Russa, per tastare il terreno sul suo possibile rientro. Quello che è stato per anni il suo assessorato, in via Notarbartolo, adesso è presidiato da Elvira Amata, imputata per corruzione. Nel frattempo, Nicola Tarantino gestisce i fondi della Film Commission e Taormina Arte riesce a trasformare un premio a Leo Gullotta in una figuraccia.

Il ritorno dell’ex assessore, già vicecapogruppo dei meloniani alla Camera prima della drammatica rottura con Donzelli & Co., è ancora un’ipotesi. La permanenza di uomini, relazioni e metodi negli apparati regionali invece è un fatto. E può contare sulla protezione politica di Schifani: il presidente ha mantenuto Amata al Turismo anche dopo il rinvio a giudizio per corruzione. E lo scontro con Messina non gli ha impedito di garantire la continuità del suo vecchio assessorato.

A misurarne gli effetti è arrivato ieri l’articolo di Luisa Santangelo su ‘la Sicilia’: 5,8 milioni per il Fondo unico regionale dello spettacolo, 11,5 milioni destinati direttamente ad altre iniziative (sono le cosiddette “mance”, che una volta ricadevano a pioggia sulle associazioni e oggi passano prima dai Comuni). Quasi il doppio delle risorse del Furs. Le associazioni che partecipano ai bandi, nel frattempo, aspettano ancora il saldo del 2025 e hanno scritto ad Amata per chiedere pagamenti puntuali, regole certe e stabilità negli uffici.

La sproporzione rivela quanto spazio la Regione continui a riservare alla scelta dei singoli destinatari rispetto al finanziamento ordinario di chi produce spettacoli. Per capire come si è costruito questo ambiente bisogna tornare a Cannes. La promozione della Sicilia sulla Croisette ha attraversato gli assessorati di Messina e Scarpinato, fino allo stop imposto da Schifani all’operazione del 2023 (da qui l’astio del Balilla nei confronti dell’attuale governatore). La società incaricata era la lussemburghese Absolute Blue; per quella società lavorava come “key account” Sabrina De Capitani, poi diventata portavoce di Galvagno. Tarantino era il responsabile del procedimento. L’indagine sui finanziamenti a Cannes portò gli investigatori verso i rapporti della portavoce e aprì il filone sulla presunta corruzione all’Ars. Il collegamento fra Turismo e presidenza dell’Assemblea passa dunque attraverso persone e incarichi precisi.

La posizione penale di Tarantino su Cannes è stata archiviata, insieme a quelle di Lucia Di Fatta e Calogero Franco Fazio. Resta la sua centralità amministrativa: fu Messina a sceglierlo nell’aprile 2021 come commissario della Foss, inizialmente per quattro mesi e comunque fino alla ricostituzione del consiglio di amministrazione. L’esperienza durò quasi due anni. Messina lo difese dalle richieste di revoca; Amata annunciò poi il ritorno al Cda, mentre Tarantino conservava la Film Commission. Proprio il servizio diretto da Tarantino è al centro della polemica sul film dedicato a Verga: come racconta la Sicilia, la Regione ha negato il sostegno a un progetto finanziato dal ministero della Cultura, contestando la solidità economica della produzione. La traiettoria di Tarantino unisce cinema e Sinfonica, gestione commissariale e finanziamenti, governo Musumeci e governo Schifani.

La Sinfonica ritorna anche attraverso Marianna Amato, dipendente della Fondazione e rinviata a giudizio per corruzione insieme a De Capitani, Marcella Cannariato e Alessandro Alessi. Nell’impianto accusatorio Amato avrebbe svolto il ruolo di «istigatrice ed intermediaria». Secondo i pm, ai contributi pubblici per gli eventi della Fondazione Dragotto si sarebbero accompagnati incarichi per persone vicine al presidente dell’Ars: fra questi, quelli ad Amato, De Capitani e Alessi per “Un Magico Natale”. La prima udienza del processo è fissata per il 2 novembre.

È questa circolazione di persone fra uffici politici, istituzioni culturali e organizzatori privati a dare consistenza alla definizione di corrente turistica. Il peso politico di questo ambiente si misura nella possibilità di trovare interlocutori in più punti della macchina pubblica, anche quando cambiano gli assessori.

La vicenda Amata mostra quanto questa continuità dipenda anche da Palazzo d’Orléans. L’assessora affronterà il processo per corruzione dal 7 settembre: l’accusa riguarda l’assunzione del nipote e il pagamento dell’alloggio da parte di Cannariato, in cambio di un contributo da 30 mila euro a “Donna, Economia e Potere”. Cannariato è stata condannata in primo grado con rito abbreviato. Schifani ha lasciato Amata al suo posto anche nel rimpasto successivo al rinvio a giudizio, accettando che la decisione sulla sua permanenza restasse nelle mani di Fratelli d’Italia. Una scelta politica che garantisce ai patrioti il controllo dell’assessorato e al presidente gli equilibri della maggioranza, oltre al diritto di prelazione sul bis che La Russa sembra volergli garantire.

Galvagno, già a processo, prova intanto a rilanciare il proprio ruolo politico. A Ragalna ha proposto di «allargare la coalizione con soggetti qualificati come Cateno De Luca». La sponda offerta al leader di Sud chiama Nord gli consente di presentarsi come un possibile costruttore della maggioranza del 2027. L’abbraccio a Messina completa la scena: il presidente dell’Ars può accogliere chi vuole rientrare e dialogare con chi potrebbe avvicinarsi. Le vicende giudiziarie non ne hanno cancellato la capacità di iniziativa.

Infine c’è il capitolo più triste di tutti, quello di Taormina Arte: l’attore Leo Gullotta ha denunciato di essere stato prima invitato a ricevere un premio e poi escluso da una “manina destra”. La direttrice artistica Simona Celi ha spiegato di aver dovuto scegliere dodici premiati fra una rosa di cento artisti. Rimane una gestione capace di mortificare un protagonista dello spettacolo siciliano proprio mentre pretende di celebrarlo. Totò Rizzo l’ha definita un «baraccone immondo e dozzinale». Nel frattempo, per la comunicazione della Fondazione, nel 2025 è comparso un affidamento diretto da 72 mila euro per social, video e articoli redazionali su ilSicilia.it. La cura dell’immagine trova risorse anche quando l’istituzione perde prestigio.

La corrente turistica, intanto, prepara la prossima grande festa. Ieri è stato presentato il Bellini International Context: oltre trenta appuntamenti dal 15 settembre al 4 ottobre, un budget previsto di 1,3 milioni e la benedizione di Schifani, orgoglioso di sostenere una manifestazione di «questa caratura». Fino allo scorso anno il coordinamento passava alla maestra Gianna Fratta; adesso è affidato al Teatro Massimo Bellini, con Fabrizio Maria Carminati alla direzione artistica. Anche la comunicazione ha già il suo contratto: 169.580 euro, Iva compresa, alla Red Drop s.r.l.. Il pacchetto comprende pubblicità, social, video, ufficio stampa e logistica, fino al viaggio e al soggiorno a quattro stelle per tre giornalisti (uno dall’estero). Buon divertimento anche a loro.