Carolina Varchi vuole rilanciare Palermo ma il santone di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, telefona al sindaco Roberto Lagalla per tranquillizzarlo: noi siamo con te. Ismaele La Vardera si dice pronto alla cavalcata verso Palazzo d’Orleans ma i santoni del campo largo, da Giuseppe Conte a Elly Schlein, fanno buon viso a cattivo gioco senza mettere un dito nell’acqua calda. E poi c’è Giorgio Mulè che s’è messo a disposizione della Sicilia per proiettarla in un nuovo rinascimento ma il santone Antonio Tajani adotta la strategia di non decidere: ordina al commissario Minardo di cuocere Mulé a fuoco lento e di tenere sulla corda Schifani per bis. Diciamolo: la Sicilia è un fastidio per Tajani, già alle prese con Marina Berlusconi che non lo regge più e con Vannacci che scava la fossa al centrodestra. L’unica sua risorsa è l’immobilismo. Aspettando la disfatta.


