Ne abbiamo viste di tutti i colori: sceneggiate, tradimenti, abbracci, cambi di casacca. La politica – annotava il vecchio Rino Formica – “è fatta di sangue e merda”. Come stupirsi, dunque, se Raffaele Lombardo che per quattro anni ha preso di petto Renato Schifani, contestandogli ritardi e inefficienze, ora spinge il governatore sull’altare del bis? Il leader del MpA non è mai stato un soggetto facile da decifrare. Da qualche tempo però le sue scelte sono diventate bizzarre e incomprensibili. Ricordate la nomina dei due assessori assegnati al suo Movimento? Quando tutti si aspettavano che designasse due luminari, Lombardo ha deciso di portare al governo della Regione due scartine politicamente insignificanti. Talmente inesperti che uno dei due, Francesco Colianni, gira per convegni con l’assistenza del faccendiere Maurizio Scaglione, suo pagnottista di fiducia.