Meno male che c’è Mauro Pantò, il presidente cuffariano della Sas che occupa un posto di tutto riguardo tra gli amministratori più sputtanati d’Italia. Quando Pantò devastava il carrozzone di sottogoverno che gli era stato assegnato, nessuno dei mille ispettori che piritolleggiano nei piani alti della Regione aveva avuto il coraggio di disarcionarlo. Ma nel momento in cui ha deciso di tagliare la corda per sottrarsi all’indignazione dell’opinione pubblica, il campione di tutti i clientelismi è stato arruolato come portatore di voti da Cateno De Luca ed è stato scelto dalla Commissione Antimafia come il simbolo di tutte le nefandezze. Di fatto ha consentito all’Antimafia di Antonello Cracolici – che non ha mai sfiorato pagnottisti, faccendieri, mediatori, consulenti e tutta la piragneria che rastrella piccioli negli assessorati – di salvare la faccia. Viva Pantò.


