La campagna per le Regionali del 2027 è già cominciata. La maggioranza, riunita l’altro giorno a Roma dal commissario forzista Nino Minardo, ha definito le prossime variazioni di bilancio «una prima base programmatica per il progetto della prossima legislatura»; intanto il governo annuncia migliaia di assunzioni nella sanità, prepara una manovra carica di interventi per giovani e famiglie, tratta centinaia di milioni da distribuire sui territori, moltiplica missioni e iniziative promozionali e mette in campo una campagna di comunicazione da 400 mila euro destinata ad accompagnare l’avvicinamento alle urne.

Il primo segnale è arrivato dalla sanità. L’assessore Marcello Caruso ha annunciato 2.500 assunzioni per fare funzionare Case e Ospedali di comunità e rafforzare l’assistenza territoriale. Il piano, secondo quanto anticipato, dovrebbe utilizzare 140 milioni di fondi strutturali in deroga ai tetti di spesa del personale e coinvolgere medici, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e personale tecnico-amministrativo. Una risposta a carenze reali, ma anche un annuncio dal peso politico evidente, collocato a un anno dal voto.

Poi c’è la manovrina. Il disegno di legge approvato dalla giunta vale 221 milioni. Nella trattativa politica si parla inoltre di 200 milioni per le richieste dei gruppi parlamentari (la spartizione avverrà in base ai componenti di ogni singolo gruppo: prevale Forza Italia con 13) e di altri 100 milioni nelle disponibilità dell’Assemblea (mance in purezza, da riversare nei singoli collegi elettorali).

Accanto ai Fit, acronimo di Fondi per investimenti territoriali, ci sono misure capaci di parlare direttamente a segmenti molto estesi della popolazione. Nove milioni per mutui agevolati agli under 35 con Isee inferiore a 35 mila euro; altri nove per abbattere gli interessi sui mutui per la prima casa; ulteriori nove per rifinanziare il credito al consumo sui beni durevoli non di lusso. A questi si aggiungono 10 milioni per scorrere la graduatoria Irfis contro il caro-mutui delle imprese e 4 milioni per i finanziamenti agevolati a micro, piccole e medie imprese del commercio. A settembre è diventata operativa anche la definizione agevolata di diversi tributi regionali (la Meloni ha tolto il bollo, qui si stracciano interessi e sanzioni…). Sono misure con una propria giustificazione economica e sociale. Il dato politico sta nella loro concentrazione temporale e nelle platee raggiunte: giovani, famiglie, proprietari di casa, consumatori, imprese.

La costruzione della vetrina passa anche dalle missioni. Edy Tamajo è volato a New York per una trasferta istituzionale dedicata all’internazionalizzazione delle imprese siciliane, preparata da luglio e formalizzata con appositi atti del dipartimento Attività produttive per l’evento promozionale del 23 settembre nella sede dell’Ice. L’obiettivo ufficiale è promuovere il made in Sicily e favorire nuovi sbocchi commerciali negli Stati Uniti. Dentro una fase già proiettata sul 2027, anche le missioni fuori dall’Isola contribuiscono al racconto pubblico dell’azione del governo regionale.

Il passaggio più interessante, però, è quello scritto nero su bianco nel decreto sulla comunicazione dell’assessorato all’Economia. Il piano approvato dalla giunta punta a diffondere i risultati e le politiche economiche del governo regionale, informare i cittadini sulle opportunità disponibili e «migliorare la reputazione dell’Amministrazione regionale». I contenuti da promuovere saranno individuati dall’Ufficio di gabinetto dell’assessore Alessandro Dagnino d’intesa con il portavoce del presidente e con l’Ufficio stampa della Regione. Il quadro economico è di 400 mila euro: 110 mila per progettare la campagna, 95.666 per diffonderla da ottobre 2026 ad aprile 2027, più ulteriori somme accantonate per proseguirla fino a settembre.

Il servizio sarà affidato con procedura negoziata senza bando, attraverso la piattaforma regionale SitasTG, consultando almeno cinque operatori economici iscritti negli elenchi della Regione per servizi di comunicazione, pubblicità e pubbliche relazioni. La comunicazione, calendario alla mano, accompagnerà quasi per intero l’ultimo anno della legislatura.

Poi c’è ciò che resta fuori da questa accelerazione: la questione morale. La Commissione Antimafia dell’Ars ha appena chiuso l’indagine sulla Sas, avviata a marzo e sviluppata attraverso una lunga serie di audizioni su assunzioni, transazioni, incarichi e sistemi di controllo. Sul Cas, nello stesso periodo, si sono accumulate inchieste giudiziarie su appalti e subappalti, mentre il ministero delle Infrastrutture è arrivato a prospettare l’interdizione al traffico di A18 e A20 in assenza degli interventi di sicurezza richiesti.

Nel frattempo sono iniziati i processi che coinvolgono il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessora Elvira Amata, su vicende distinte e con accuse che dovranno essere verificate in giudizio. Entrambi sono rimasti al proprio posto (Fratelli d’Italia li ha protetti, a differenza di quanto non sia accaduto a Roma con Delmastro e Santanché). La fotografia politica è che queste vicende occupano ormai uno spazio assai più ridotto rispetto alla discussione su bilancio, territoriali, nomine, assunzioni, misure economiche e ricandidature.

Schifani, pochi giorni fa, ha detto di non sentirsi ancora in campagna elettorale, pur dando per scontata la prosecuzione del proprio impegno e ricordando il sostegno ricevuto dalla coalizione per il bis. È una distinzione formale, che però regge sempre meno davanti alle ultime azioni. Mance, ristori, assunzioni, le solite pagnotte: il gran galà è appena agli inizi.