Doveva essere la legislatura guidata non da un parlamentare qualunque ma da uno statista reduce dalla presidenza del Senato. Doveva essere la legislatura della volta buona, senza il marciume degli intrighi e del malaffare. Sono stati invece quattro anni vissuti pericolosamente. Anzi, maledettamente. Sputtanati dagli scandali, dalla corruzione, dagli sprechi, dal pagnottismo, dalle ruberie. E, per finire, da uno scempio malandrino del denaro pubblico. Con un governatore che brucia 174 milioni di euro per comprarsi il consenso dei deputati della maggioranza che a loro volta utilizzeranno circa due milioni a testa per accaparrarsi il consenso dei sindaci dei loro collegi elettorali i quali, tanto per chiudere il cerchio, li spenderanno per comprarsi la benevolenza degli utilizzatori finali, parroci e sacrestani. No, questi non sono partiti politici. Sono predatori.

