“Conosco la testardaggine di Cateno De Luca”. Giorgia Meloni è la star della tre giorni di Sud chiama Nord, la formazione del sindaco di Messina appena confluita nel centrodestra. All’hotel d’Azeglio su via Cavour, Roma centro, la premier benedice l’ingresso di “Scateno”, che però le ruba il titolo così: “Stamattina ho chiamato Renzo Bossi, gli ho detto che voglio riportare il suo cognome in Parlamento”.

Meloni è in pieno sprint securitario. Alla convention di Sud chiama si collega in diretta. Promette una lotta “alla criminalità organizzata” ma non ritorna sui fatti di Milano, dopo la scarcerazione di Youssef Sahir, fondatore della pagina Movimento 17 ottobre, contestata duramente da Palazzo Chigi.

Nel foyer è tempo di festa, sorrisi e anche attacchi. De Luca in maniche di camicia diventa predicatore. Le luci si abbassano, il video trionfale con i sindaci esalta la sala. Ora per Scateno è tempo della preghiera per la serenità, chiede “a Dio la saggezza di distinguere le cose che posso cambiare da quelle che non posso cambiare”. Poi, svela il nuovo simbolo di questo polo delle autonomie, coalizione che attrarrà altre micro formazioni centriste, e attacca Alessandro Onorato, l’assessore di Roma che con il suo Progetto civico fa “civismo in provetta” mentre “siamo noi i veri sindaci”.

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