Una maratona parlamentare durata tutta la notte, 174,3 milioni di euro distribuiti attraverso il Fondo investimenti territoriali e le opposizioni che, per protesta, abbandonano Sala d’Ercole prima del voto finale. La manovrina da oltre un miliardo di euro ha concluso il proprio percorso all’Ars tra polemiche, accuse incrociate e un maxi-emendamento che ha raccolto anche le ultime norme rimaste in sospeso. Assente il presidente della Regione, Renato Schifani. Il testo finale è stato approvato con 37 voti favorevoli e tre astenuti.

A scatenare lo scontro è stato soprattutto il riparto delle cosiddette «mance»: 146,4 milioni destinati ai Comuni e altri 27,9 milioni agli enti ecclesiastici, attraverso interventi territoriali sostenuti dai singoli deputati. La maggioranza ha rivendicato la legittimità dell’operazione, mentre Pd, Movimento 5 Stelle e Controcorrente hanno denunciato l’utilizzo delle risorse pubbliche per alimentare il consenso nei territori.

«Sarete ricordati come il governo delle mancette, delle mazzette e delle occasioni perse», ha attaccato il capogruppo pentastellato Antonio De Luca. Antonello Cracolici ha parlato addirittura di «mangime» distribuito ai Comuni. Ismaele La Vardera ha annunciato un’iniziativa in Procura, mentre Michele Catanzaro ha invitato le opposizioni a lasciare l’aula. Una scelta condivisa dagli altri gruppi, che hanno disertato il voto conclusivo.

Nel corso di questa sessione il “voto segreto” non è stato decisivo per gli equilibri della maggioranza. Nonostante alcune votazioni contestate e i tentativi dell’opposizione di modificare o sopprimere singole norme, il centrodestra ha tenuto. A differenza di altre occasioni, quando i franchi tiratori avevano messo in difficoltà il governo, il percorso della manovra non è stato compromesso dalle imboscate parlamentari.

Tra gli interventi principali figurano 209 milioni di euro per la Super Zes, 50 milioni per la cerealicoltura, 11 milioni complessivi per il Fondo di solidarietà della pesca e 30 milioni per contrastare il caro carburanti nel settore dei trasporti. Approvati anche 20 milioni per la climatizzazione delle scuole, 5,2 milioni contro il caro-voli, tre milioni aggiuntivi per abbattere le liste d’attesa e otto milioni per cinque giornate lavorative supplementari ai forestali.

Via libera, inoltre, alla stabilizzazione di 90 precari dell’Arpa, a nuovi margini di reclutamento per le aziende sanitarie e a dieci milioni di anticipazioni per il sistema idrico, compresa Iblea Acque. Tra le norme più discusse, anche la trasformazione in contributo straordinario dei 18,9 milioni già trasferiti a Siciliacque.

LE MISURE APPROVATE

Super Zes e sostegno agli investimenti
Stanziati, con il maxi emendamento del governo Schifani, circa 200 milioni di euro per il credito d’imposta relativo agli investimenti nella Zona economica speciale (Zes). Con questa misura, la Regione assicura la copertura dell’intero fabbisogno, dando seguito all’impegno assunto nei confronti delle imprese che hanno investito nel territorio siciliano. La copertura con risorse regionali consentirà, inoltre, di liberare le risorse di provenienza extraregionale inizialmente individuate, che potranno così essere riprogrammate e destinate ad altri investimenti, ampliando gli effetti della misura sul sistema economico dell’Isola.

Caro carburante, agricoltura e pesca
Uno dei capitoli principali della manovra, per un valore complessivo nel 2026 di 80 milioni di euro, riguarda il contrasto all’aumento dei costi dei carburanti, con interventi rivolti alle categorie economiche maggiormente esposte ai rincari. Per il settore dell’autotrasporto è stato approvato un ulteriore stanziamento di 15 milioni di euro. Diventano così 30 i milioni che complessivamente saranno destinati alla categoria nel corso dell’anno. Altri 15 milioni sono destinati alle imprese che operano nel trasporto turistico mediante autobus e ai servizi taxi e Ncc. Per il settore agricolo, sono previsti ulteriori 20 milioni di euro per contrastare il caro carburante, che si aggiungono ai 10 milioni già stanziati, portando a 30 milioni la dotazione complessiva dell’intervento. Significative anche le risorse destinate al comparto cerealicolo, che ammontano a 50 milioni di euro. Al settore della pesca sono assegnati 16 milioni. Ulteriori 4 milioni andranno all’Irca per il sostegno alle imprese artigiane, agricole e ittiche.

Accesso al credito e sostegno alle imprese
La manovra rafforza gli strumenti di sostegno finanziario alle attività produttive. Si tratta di misure che puntano a ridurre gli oneri finanziari a carico delle attività economiche, favorire l’accesso alla liquidità e sostenere la capacità di investimento del sistema imprenditoriale. Nello specifico, stanziati 10 milioni di euro per attenuare gli effetti dell’aumento del costo dei mutui sostenuto dalle imprese; mentre ulteriori 6 milioni serviranno per consentire lo scorrimento della graduatoria relativa ai prestiti agevolati destinati alle imprese che operano nel settore del commercio.

Famiglie, giovani e coesione sociale
Un articolato pacchetto di interventi è destinato alle famiglie e al rafforzamento della coesione sociale. In particolare, 9 milioni di euro finanziano contributi in conto interessi per l’acquisto della prima casa da parte dei giovani under 40, mentre altri 9 milioni sono destinati al sostegno delle famiglie che devono far fronte all’aumento del costo dei mutui. La misura per il sostegno ai consumi, attraverso l’accesso agevolato al credito, è stata finanziata con 9 milioni. A queste risorse si aggiungono 17 milioni di euro per il bonus affitti, con l’obiettivo di alleggerire il peso delle spese abitative sui bilanci familiari. Sul versante dell’inclusione sociale, circa 10 milioni di euro finanzieranno i servizi Asacom per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità, mentre 25 milioni saranno destinati agli assegni per le persone con disabilità.

Liste d’attesa
Stanziati ulteriori 3 milioni per interventi finalizzati al contrasto delle liste d’attesa in ambito sanitario.

Enti locali, territori e investimenti pubblici
La manovra destina 20 milioni di euro all’incremento del Fondo ordinario per i Comuni, rafforzando le risorse a disposizione delle amministrazioni locali. A questi si aggiungono 190 milioni di euro per gli investimenti di enti pubblici ed ecclesiastici sulle infrastrutture e per la valorizzazione dei territori, con ricadute sul patrimonio. Sono stati, inoltre, stanziati 5 milioni di euro per gli interventi conseguenti ai danni provocati dal ciclone che ha colpito la Sicilia lo scorso 9 ottobre, allo scopo di sostenere i territori interessati e contribuire al ripristino delle condizioni di normalità.

Rete impiantistica dei rifiuti e settore idrico
Approvata una disposizione per la progettazione degli impianti necessari al completamento della rete impiantistica regionale per la gestione dei rifiuti. Un intervento che si inserisce nell’ambito del sistema integrato che comprende la realizzazione dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania. Rilevanti, infine, gli stanziamenti destinati al settore idrico, con interventi che interessano la quasi totalità delle Assemblee territoriali idriche (Ati) provinciali della Sicilia e che contribuiranno al rafforzamento del servizio idrico regionale.