Calogero Pumilia

Se il centrosinistra
vuole vincere
si limiti a guardare

Mi consentano – con la “s” strascicata, il riporto, i tacchi e un bel po’ di miliardi, stessa età consentendo, potrei somigliare a Berlusconi – mi consentano i dirigenti del Partito democratico, quelli delle altre forze di sinistra e dei Cinque stelle di suggerire loro di non far nulla in vista delle elezioni di Palermo e di quelle regionali. Naturalmente, in punta di ironia, dico loro che se scendono in competizione, probabilmente finiscono per litigare e complicare il discorso. Lascino fare alla destra, ché da lì potrebbe venire un regalo che per la verità non si può dire più inatteso. Stare fermi, individuare buoni candidati, condurre la campagna elettorale con moderazione, evitare di impelagarsi nella predisposizione di un progetto per il governo della città e della Regione, un impegno culturale..

Draghi non è eterno
Non gioverebbe
alla democrazia

Per due anni abbiamo avuto l’avvocato del popolo, un professore di diritto senza arte né parte, in politica s’intende, uno sconosciuto che, per un’eccezionale congiunzione astrale, approdò a Palazzo Chigi, attribuendosi questo improprio, leguleo appellativo. Nel tempo qualcosa ha imparato, ha smesso di riproporsi con toga e tocco e sta ora faticosamente tentando di accreditarsi capo di un movimento rissoso e sempre alla ricerca di una identità. Per quel che vale la mia opinione, non mi piacerebbe sia stato sostituito da un commissario del popolo- riferimento ad un tempo della storia di alcuni paesi ingloriosamente finito- un tutore delle istituzioni, un curatore fallimentare dei partiti e della politica. Nessun accostamento di Draghi a Conte. Diversi per storia, cultura ed esperienze, al primo non piace proclamare, rifugge dall’attribuirsi ruoli impropri, preferisce..

Palermo, la Regione
e il tempo della recita

L’attesa si fa palpitante – esordio di antica retorica – e sul teatro delle ombre tarda a scendere il deus per sciogliere gli arruffati intrecci. I meccanici che stanno a Roma e decideranno l’esito della partita, mettendo fine al gioco dei loro esponenti locali, sono all’opera per sistemare la machina. Il tempo lungo della recita costringe gli attori a riproporre le stesse battute e, tuttavia, non c’è il rischio di annoiare il pubblico che partecipa, scommette, si accapiglia, vuole sapere se Musumeci finalmente troverà ospitalità nella Lega che, dopo l’esultanza per i numerosi ingressi è alle prese con gli spuntoni degli istrici che hanno trovato asilo in quel partito. Tutti i siciliani aspettano di vedere se Miccichè, quando la tela calerà sul sipario, avrà ottenuto le garanzie del ruolo che..

Forza Italia Viva:
non è un esperimento
ma trasformismo

Sicilia Futura affida il proprio avvenire a Forza Italia. Il gioco di parole è banale, ma banale è l’ultima vicenda di riposizionamento nel panorama politico siciliano. Quando si tenta di spiegare le ragioni dei cambi di casacca, inevitabilmente si finisce per arrampicarsi sugli specchi, per avvilupparsi in ragionamenti senza capo né coda, per dare giustificazioni non richieste e improbabili. Sarebbe più semplice e diretto dire che non conveniva restare dove si era e si è trovata una collocazione che offre maggiori possibilità di tornare a Sala d’Ercole. Che poi è quello che capiscono tutti, e in larga parte accettano come un normale episodio, convinti che idee, valori, coerenza e dignità sono roba desueta. D’Agostino, deputato di Sicilia Futura, non riesce a nascondere un residuo di pudore e si ingarbuglia sostenendo..

La politica siciliana:
un’opera buffa
di scadente qualità

E' sempre più divertente e in parte anche deviante ciò che da qualche tempo accade nella vita politica siciliana, o meglio, in quel recinto di un mondo chiuso, lontano, autoreferenziale che raramente incrocia quello dei comuni mortali. Se non esistessero problemi veri e gravi, vi si potrebbe assistere come ad un’opera buffa di scadente qualità. Cosa può avere spinto l’assessore Lagalla a partecipare al convegno di quella trentina di no-vax che hanno potuto inopinatamente ritrovarsi all’interno del Palazzo dei Normanni? Cosa avrà detto a questi invasati che, senza pudore e buon senso, paragonano la campagna vaccinale allo sterminio degli ebrei ad Auschwitz, che si propongono di bloccare l’attività della giunta di Governo e in particolare quella dell’assessore alla Sanità per la lotta al Covid? Quanti di questi scappati di casa..

Micciché: uno stratega coi baffi che detesta i sovranismi

Può darsi non sia un gran merito. Eppure Gianfranco Miccichè sta svolgendo un ruolo importante in questa legislatura. La fa da protagonista. Certo, non occorrono grandi doti in una realtà politicamente e culturalmente povera come quella siciliana per emergere. Ma, al netto della facilità del confronto, il presidente dell’Assemblea ha messo in campo la sua lunga esperienza mischiata, come è consueto per lui, con le bizzarrie del carattere, con i frequenti scarti umorali, agendo peraltro lungo una linea non sempre chiara e coerente. Più volte è apparso come il contraltare di Musumeci ed ha avuto con lui frequenti ed aspri scontri. Ma di fatto lo ha sostenuto, attutendo il permanente nervosismo di pezzi della maggioranza e tenendoli dentro il recinto del centro destra. Per quanto ondivago, su una cosa Miccichè..

Il Reddito? Nel deserto ogni goccia d’acqua leva sete

Qualche tempo addietro Salvini, Conte e Di Maio, acconciati da uomini-sandwich, comunicarono al popolo italiano l’approvazione del reddito di cittadinanza. Conte e Di Maio, poi, con uno stuolo di felici, esultanti grillini, dal balcone di Palazzo Chigi annunciarono il miracolo: la povertà era stata sconfitta. Ti dò un aiuto temporaneo mentre tu cerchi un lavoro, accompagnato dai navigator, figure improbabili e indefinite alle quali tuttavia è stato dato un nome inglese che suona bene. In poco tempo si scoprì che una parte dell’obiettivo era stata mancata e che la legge serviva ad alleviare i problemi dei disoccupati ma non li aiutava per niente nella ricerca dell’occupazione. Essa è risultata improvvisata e piena di storture, che consentono e perfino suggeriscono abusi, e a volte incentiva a tenere saldo il fondo schiena..

Cuffaro & Crisafulli:
due antichi reperti
non più commerciabili

Totò Cuffaro e Mirello Crisafulli, sfruculiati dal nostro direttore, hanno dato prova di essere rimasti due personaggi di peso. Hanno ancora qualcosa da dire, come è normale per persone intelligenti e con una lunga storia alle spalle. Dubito abbiano ancora qualcosa da fare. Non sono sicuro che l’entusiasmo e la tenacia di Cuffaro riescano a rianimare la Democrazia cristiana. Egli può semmai contribuire a riprendere il filo del racconto di una vicenda che i nostri errori, quelli di noi democristiani, hanno segnato e la capacità di dannarne la memoria di quelli che ci vinsero e prima di poter alzare lo stendardo se lo videro strappare di mano dalla destra, hanno riscritto, spesso deturpandola. Non sono per niente certo che la passione e l’efficacia delle battaglie di Crisafulli per il suo..

Le pecche dello Stato
e quelle della Regione
nella lotta agli incendi

Se non ci fosse stato ma purtroppo continua ad esserci Lucifero, quello che porta il caldo torrido, ovviamente causato dal surriscaldamento globale, gli incendi che stanno devastando la Sicilia, il Sud d’Italia e molta parte dei paesi del Mediterraneo, sarebbero stati meno estesi e frequenti. Se non esistessero, sotto falsa specie umana, stupidi delinquenti che, magari sulla spinta di interessi criminali, appiccano il fuoco ai boschi, ai pascoli e ai terreni coltivati, sfiorando e talora investendo centri abitati, non si sarebbero dovuti contare enormi danni per la devastazione del territorio. Messer de La Palisse non avrebbe potuto essere più chiaro e ovvio di così. Infatti, detto in questo modo, il problema verrebbe liquidato come un evento naturale, magari eccessivo, che tale non è perché largamente favorito dai comportamenti umani, dalla..

La buona politica
al Cretto di Burri
con le Orestiadi

Non scriverò di politica, o di ciò che passa per politica ed è, invece, un insieme di modesti giochi di palazzo che non sfiorano neppure lontanamente la “polis”, i suoi problemi, i suoi valori, gli interessi dei suoi cittadini. Voglio raccontare brevemente ed in forma cronachistica gli ultimi eventi culturali dei quali sono stato artefice. Pochi giorni fa, al Cretto di Burri, si è conclusa la quarantesima edizione del festival teatrale delle Orestiadi. Una manifestazione che dura da così tanto tempo ha un duplice significato. È basata su presupposti così solidi da resistere all’usura degli anni. Rimane così valida l’intuizione di Ludovico Corrao, che ha legato la città di fondazione all’arte contemporanea e al teatro. Ed è stata efficace l’azione successiva che, dopo la sua morte che risale ormai a..