Carmelo Caruso per Il Foglio

Repubblica in vendita. Ed Elly teme per le sorti del Pd

Hanno “una certa idea dell’Italia”, ma non sapranno a chi raccontarla. Prima di perdere la libertà di stampa, rischiano di perdere Repubblica. Elly Schlein teme la dismissione dei quotidiani del gruppo Gedi e sta parlando di “una cessione pericolosissima”, che può “indebolire la sinistra”, una vendita che va evitata coinvolgendo, e convincendo, capitani coraggiosi, imprenditori o banchieri illuminati. I nomi sono due: Carlo Feltrinelli e l’imprenditore Brunello Cucinelli. La segretaria lamenta che “i Tg Rai impaginano ormai l’Italia di Meloni”, che manca “un editore che sostenga la sinistra”, un editore che “possa raccontare il nostro programma”, far sentire liberi i giornalisti. Viene data per certa, a fine anno, la vendita dei quotidiani del Gruppo Gedi (Repubblica e La Stampa) all’editore greco Kyriakos Kyriakou, armatore e amico personale del primo ministro,..

A chi la ricostruzione di Gaza?
Tajani prenota pale e picconi

Anche Tajani si è ingazato. E’ Tony da campo, e si allarga. Dopo i moderati si “prende” la ricostruzione di Gaza. Informa sul piano di pace Trump, ma ai banchi del governo ci sono solo ministri di Forza Italia. La Lega è assente. Il portavoce di FI, Raffaele Nevi, il Leonardo di “Salvini paraculetto”, suggerisce: “Forse dormono ancora”. L’ex ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, in Aula, lo definisce “un Tajani Pride”. E’ la 69esima volta che Tajani riferisce alle Camere e la prossima settimana torna a indossare la felpa alla Bertolaso, pronto ad accogliere un altro charter di palestinesi. Si è buttato sulla sanità. Promette ospedali da campo, tende. E’ stato il Foglio a scrivere dei consigli di Marco Minniti a Meloni, e Tajani, il giorno dopo, ha..

Dazi e altri guai d’Italia, ecco il pagellone di Vannacci

Trump ha il pagellone, Vannacci dà le pagelline e Salvini usa la livella: è tutta colpa dei tedeschi. Avanti, dazio. Generale, qui è il Foglio: “Buongiorno, presente”. I dazi al quindici per cento? “Il risultato di una Commissione indegna”. Von de Leyen? “Voto tre. Ci ha venduto”. Trump? “Voto otto. Un patriota. Per l’America”. Generale, cosa farà la Lega? “Ripresenteremo la sfiducia a Ursula”. Ancora? “Lavoriamo alacremente”. Sempre contro Ursulaccia? “L’accordo di Turnberry dimostra la sua pochezza”. Dalla pochezza di informazioni cosa ha capito? “Che la Ue ci ha ammorbato con le rinnovabili salvo acquistare ora gas liquido per 750 miliardi”. Cosa serve? “Un grande calcio”. Non ci dica dove ma ci dica a chi! “Al Green deal. Serve l’Europa di Lepanto”. Mamma li turchi! Ci salveranno i tappetari o forse..

Compare Angelucci. La Lega processa l’editore del Giornale

Ecco come si spegne un mestiere, si mortifica una storia: ecco come un giornale, il Giornale, non può fare il giornale. Titolano in prima pagina con una notizia, con il capogruppo della Lega, Molinari, che dice “Trump ci farà male e daranno la colpa noi”, ma la confidenza passa come una manovra a favore di Meloni, a scapito di Salvini, tanto da far dire ai leghisti: “Perché ci hanno aperto il quotidiano? Angelucci non è nostro?”. Da due giorni, sul Giornale, vengono pubblicate abiure della Lega senza neppure la malizia: “Cari leghisti, siamo matti noi o poco liberi voi?”. L’editore del Giornale, al settanta per cento, è Antonio Angelucci, deputato della Lega, e possiede anche Libero e Tempo. L’ultimo leghista che lo ha visto, in Aula, ricorda: “Cercava il convegno..

Tra Trump e Meloni c’è Mattarella che vorrebbe sapere

Scriverebbe Fazzolari: piovono bimbiminkia. Giorgia Meloni si sta mordendo la lingua. E’ incollerita con Andrea Stroppa, l’amico alla seconda di Musk, il nerd che fa carotaggi sui ministri, insegue direttori, sputa bile contro FdI, sul ddl Spazio. C’è tutta Meloni, la migliore, quella che sa dosare ironia e veleno, in questa sua frase: “Abbiamo un nuovo grande personaggio”. Ieri sciopero dei magistrati, due vertici di governo, l’incontro con Meta, oggi è previsto il Cdm sul caro energia. Si aggiunge il Quirinale. Anche Mattarella, perché la notizia è che non la conosce e gli piacerebbe tanto, ma tanto, apprenderla, vorrebbe sapere quale sia il piano del governo su dazi, Trump, Ue. Il piano di Meloni è semplice. Vuole che l’Europa la scelga e le dica: con Trump, per noi, tratti tu...

“Il governo Meloni? Come i Jalisse, passerà”, dice Renzi

Matteo Renzi, oggi comincia Sanremo, quale canzone vuole dedicare a Meloni? “Fiumi di parole dei Jalisse. Meloni è come i Jalisse. Ha vinto una volta, ma non vincerà mai più”. Dice Meloni che “bonificherà” i servizi segreti e FdI pensa che apparati dello stato rispondono ancora a lei. Renzi, lei controlla i servizi? “Se provano a dirlo li svergogno. E’ un’infamia. Hanno scambiato le istituzioni per tribù libiche, preso possesso manu militari delle istituzioni”. Hanno, chi? “Meloni e il suo braccio destro, Alfredo Mantovano. L’unica bonifica che serve è la bonifica di Meloni da Meloni, dai suoi fantasmi”. Renzi, perché da giorni continua a dire che l’Italia è “un paese delle banane”, e oggi che l’Italia è come la Libia? Altre metafore? “Posso dire che il sottosegretario Delmastro pensa che..

L’avviso a Meloni come una festa. Mancano solo i popcorn

Ha tolto a Salvini il centrodestra, i migranti, il Viminale e ora anche la maglia da indagato, wanted. Meloni sogna altri 40 avvisi di garanzia e li moltiplica per cento, li mangia come Popeye, Braccio di Ferro, mangia lo spinacio. Gianni Cuperlo: “Le hanno fatto un dono”. Il ministro di FdI, Ciriani: “Un vantaggio? Non lo posso dire, ma pensare”. Clemente Mastella: “Anche i non meloniani diventeranno meloniani”. Edoardo Rixi, viceministro della Lega: “Una lettera di San Valentino con anticipo. E’ un’indagine assurda”. La Procura di Roma ha inventato il Peculatellum, l’indagine per peculato come premio di maggioranza: trenta per cento di consensi più dieci di solidarietà, degli italiani, a Meloni. Indagata insieme a Carlo Nordio, Matteo Piantedosi, e Alfredo Mantovano, il suo Poldo, il miglior amico di Braccio di..

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