Carmelo Caruso per Il Foglio

Sangiuliano, il ministro che scotta tra le mani della Meloni

A che titolo? Una consigliera, che non è mai stata nominata consigliera del ministro Sangiuliano, riceve mail del direttore del Parco di Pompei, in copia ci sono funzionari del ministero, come il capo della segreteria tecnica, il consigliere diplomatico di Sangiuliano. A che titolo? Boccia è stata ospitata al Festival di Polignano a Mare, in quanto “collaboratrice” del ministro. In occasione del festival, “Il libro Possibile”, del 13 luglio, l’organizzazione chiede alla segreteria di Sangiuliano quante stanze riservare. Viene risposto di riservare tre stanze. Il presidente dell’evento è Gianluca Loliva e conferma che “la collaboratrice era Boccia” (che non lo era). Una stanza viene riservata per il ministro, un’altra per la scorta, un’altra per il “collaboratore”, perché come riferito al Festival, “il ministro sarà accompagnato da un agente di scorta..

Genny nei guai. L’influencer rinnegata doveva gestire il G7

Ministro Sangiuliano, non c’è più da scherzare. C’è una sua consigliera che non è mai stata nominata consigliera, ma che operava da tale. Si chiama Maria Rosaria Boccia e aveva accesso alle chat del ministero, partecipava alle riunioni con il consigliere diplomatico, comunicava con il resto del gabinetto. A che titolo? Boccia vuole essere definita imprenditrice di grandi eventi e pretende scuse. Mostra chat per raccontare che al ministero hanno mentito. Denuncia un tentativo di sporcarla portato avanti dallo staff di Sangiuliano. A Boccia sarebbe stato promesso di curare l’organizzazione del G7 della Cultura di Pompei che si tiene dal 19 al 21 settembre, evento inizialmente previsto a Positano, ma spostato a Pompei, per volere del ministro. Perché è stato spostato? Pompei è la città di Boccia, la città dove..

Storia del ministro Genny e della influencer che lo tampina

Genny Sangiuliano, nove secondi e mezzo. Una donna lo sta inguaiando. Si attende già l’intervista del Mickey Rourke della Cultura: “Genny è un’altra cosa”. La donna si chiama Maria Rosaria Boccia e fa sognare i fan di Sangiuliano. Il web sta esplodendo di fotografie tra la misteriosa di Pompei e Genny futurista. Boccia scrive sui social: “Sono consulente per i grandi eventi. Il ministro Sangiuliano ha firmato la nomina”. Al ministero sono terrorizzati: “Non è vero nulla”. Pd e Iv hanno presentato un’interrogazione: esiste o no la collaborazione? Chi è Boccia? Si definisce influencer, esibisce il titolo di presidente dell’associazione Fashion week Milano moda ma, non ha nulla a che vedere con la moda e Milano. La Camera della moda al Foglio: “Non abbiamo mai sentito parlare di questa associazione..

L’estate rovente di Salvini
Guai in vista per la Meloni

Ora che non si sbronza di Papeete, Salvini si sbronza di televisione. Il governo lo ha preso in mano lui. Ha paralizzato la Rai, unito le opposizioni (sulla Rai) e tra pochi giorni va pure in ferie da Bruno Vespa, alla Masseria Li Reni. Vuole stare vicino, vicino a Giorgia Meloni, anche lei in Puglia, passare il Ferragosto con il secchiello, costruire ponti di sabbia con Andrea Giambruno. Sulla Rai fa dire ai suoi che “FdI non è all’altezza”, e che adesso “o si accettano le condizioni di Salvini o si cambia ad”. Ha un papello. Prendere o lasciare. Non gli basta più il dg Rai. Chiede “l’alternanza dei conduttori, Lega-FdI”, la dote per la casa, la Rai pregiata. Pretende la direzione di Rai Cultura, la guida di Rai Fiction,..

Una lottizzazione senza fine
Rivolta al ministero di Lollo

Un appello a Lollobrigida: non li chiami interpelli. E’ normale circondarsi di dirigenti fedeli, ma è normale chiamare “interpello”, selezione, la nomina del vecchio compagno di giochi, la promozione della collaboratrice? Per avere la sua comfort zone, la Lollo zone, il ministro dell’Agricoltura fa saltare l’armonia dei suoi uffici. Il massaio d’Italia sta per nominare altri due nuovi dirigenti. Uno si chiama Massimiliano Rossi, l’altra è Barbara Catizzone. Uno è il suo ex compagno di giochi, l’altra è la sua portavoce. La Lollizzazione, la lottizzazione stile Lollo, non è una novità, ma la novità è che gli esclusi dall’interpello sono pronti al ricorso. E’ un altro suo successo: deve lottare contro la peste suina ma si porta la peste a casa. I dirigenti sostituiti da Lollobrigida? Si è perso il..

Vannacci chi? Il generale ignorato dalla Lega e da Salvini

La sua prossima opera non può che chiamarla “L’incompreso”. Il talento Vannacci si è smarrito. Salvini lo lascia spurgare in televisione, ma non vuole la Lega con gli stivali. Ne prepara già un’altra: intende buttarsi sui diritti civili. Stiamo dunque per perdere il Barella con le stellette, il fantasista del pensiero sballato. Il genio si allena da solo mentre il nord attende la sua giocata. I leghisti: “Ufficialmente non ha deciso quale seggio scegliere tra est e ovest”. Salvini e Zaia festeggiano oggi, a Montecchio, l’autonomia, ma Vannacci non va in trasferta. In Veneto informano: “Non ci sarà. Che viene a fare?”. A furia di recitare la parte dell’irregolare è il generale anima persa, il senza patria. Il campione ha un problema. Per cominciare. L’uomo Vannacci non si relaziona con..

Elly jet. Vanno in Europa ma sognano già di tornare a Roma

Elly Schlein, brava, bravissima: è la speranza. La sua campagna comunicativa? Eccezionale. Il risultato alle europee la incorona. Il Pd “sta arrivando”. Tutto vero. Può bastare? Ora, il dopo sbornia, l’after Schlein. Alla Camera con rissa (pugni e papagni dei leghisti ai grillini) Piero De Luca, il riformista del Pd, dice che le europee sono state un successo, “riformista”. A Firenze, gli amici di Dario Nardella rilanciano: “Un successo, di Nardella”. A Pesaro, i marchigiani: “Un successo, del nostro bravo sindaco Ricci”. A Bologna, i bonacciniani: “E i voti di Stefano dove li mettiamo?”. Dunque, a Bruxelles chi fa il capodelegazione del Pd? Bonaccini? Il bonacciniano: “Ah, ma lui prima o poi deve tornare in Italia”. Sarà Decaro, lo Zelensky di Bari? Il decariano: “Ci serve in Puglia, presto. La..

Lega. La “maledetta primavera” di Salvini e Vannacci

O prende un milione di voti o prende un milione di pernacchie. Non lo vota Roberto Calderoli, non lo votano i ministri della Lega, non lo votano i governatori della Lega. Chi vota Vannacci? A piazza Sant’Apostoli, a Roma, per la chiusura della campagna elettorale della Lega, neppure Claudio Durigon riesce a dire: “Voto Vannacci. Ragazzi, lo sapete, il voto è segreto”. Ci sono più giornalisti che bandiere, più deputati che leghisti. Per fortuna è presente la showgirl Sylvie Lubamba, almeno lei, lo vota: “Voto il generale perché sa usare la grammatica, ha un buon lessico”. Quando il generale Vannacci, lo stivalone, comincia a parlare, a rivolgersi ai “giovani coraggiosi come voi”, sul maxischermo appare, inquadrata, una nonnina a cui sarebbe opera pia portare un ghiacciolo. Per il meteo ci..

Gerenza

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