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Huffington Post

Referendum, batosta per il sì
Proiezioni: il no vola al 54%

Urne aperte ieri e oggi per il referendum sulla giustizia. Gli italiani sono stati chiamati a esprimersi sul quesito confermativo relativo alla legge costituzionale recante: "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Secondo il Viminale, il corpo elettorale complessivo è di 51.424.729 cittadini, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Non è necessario il raggiungimento del quorum. La seconda proiezione di Opinio per Rai (sul campione del 37%) vede il No al 53,9% e il Sì al 46,1%. L'affluenza sfiora il 59%. Leggi su Huffington Post

L’Italia e il Golfo in fiamme
Mattarella vuole chiarezza

“Prima o poi bisognerà fare il punto della situazione”. Perché la situazione è preoccupante e perché serve una linea chiara. Quindi, per la prima volta negli undici anni del suo mandato, Sergio Mattarella sta valutando se convocare una riunione straordinaria del Consiglio supremo di Difesa. La decisione non è stata ancora presa, il Presidente sta avendo contatti con l’esecutivo e la sta soppesando, perché non vuole drammatizzare il clima alimentando il panico; anche ieri parlando al Quirinale, ha cercato di infondere fiducia al Paese, ma da Capo delle Forze armate è sempre aggiornato sulla situazione. Continua su Huffington Post

La guerra si estende al Libano
L’Iran risponde, caos nei voli

Il Medio Oriente è precipitato nel caos. Nella notte tra domenica e lunedì Israele ha ripreso a bombardare il Libano, mandando in frantumi una tregua che reggeva da quasi un anno con Hezbollah, mentre Stati Uniti e Stato ebraico proseguono per il terzo giorno consecutivo la campagna aerea più massiccia mai condotta contro l'Iran. Il bilancio provvisorio parla di 31 morti e 149 feriti nei raid israeliani sul Libano, secondo quanto riferito da un ministero libanese e riportato dall'AFP. Il movimento sciita filoiraniano ha rivendicato la responsabilità dell'escalation, dichiarando di agire per vendicare la morte dell'Ayatollah Ali Khamenei. La Guida Suprema iraniana è stata uccisa sabato in quella che fonti americane descrivono come un'operazione congiunta: un missile israeliano guidato da intelligence statunitense ha centrato il bersaglio. Un colpo al cuore..

Nordio: Le correnti dei magistrati?
Un meccanismo para mafioso

Hanno fatto molto discutere le parole del procuratore Nicola Gratteri, che qualche giorno fa ha detto che il Sì al referendum sarebbe stato sostenuto da criminalità e ambienti massoni. Parole molto forti, che sono state stigmatizzate dal centrodestra, e non solo. Oggi il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervistato da Il Mattino di Padova è tornato a parlare della riforma e del sorteggio con cui si modificherà l'elezione del Csm, e il livello dello scontro non accenna a calare: "Il sorteggio rompe il meccanismo para mafioso delle correnti - ha detto Nordio - questo verminaio correntizio come l'ha definito l'ex procuratore Antimafia Benedetto Roberti poi eletto con il Pd al Parlamento Europeo. Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo..

Dazi al Canada: sei repubblicani
votano contro e Trump si infuria

La Camera dei Rappresentanti ha approvato, con 219 voti a favore e 211 contrari, il blocco delle nuove tariffe verso il Canada. Sei deputati repubblicani hanno votato insieme ai democratici, infliggendo un colpo politico alla linea commerciale dell’amministrazione di Donald Trump e mettendo in luce una frattura interna al GOP. Sul provvedimento sicuramente verrà posto il veto da parte del Presidente. Il segnale è netto: una parte dei conservatori non intende irrigidire i rapporti con un partner economico cruciale. L’integrazione delle filiere tra Stati Uniti e Canada rende ogni dazio un costo immediato per imprese e consumatori, con rischi di ritorsioni e inciampi nelle catene di fornitura. Per i dissidenti repubblicani, il protezionismo promessa di difesa dell’industria può tradursi in prezzi più alti, margini compressi e incertezza sui distretti che..

Torino, la guerriglia antagonista
Meloni: “Sono nemici dello Stato”

È degenerato in guerriglia il corteo a Torino a cui stanno partecipando migliaia di manifestanti provenienti da tutta Italia e anche dall'estero per esprimere solidarietà al centro sociale Askatasuna, sgomberato nei mesi scorsi. Il bilancio è di 103 feriti gestiti dal 118 di Torino, di cui 29 delle forze dell'ordine. Nessuno è in codice rosso. La manifestazione era iniziata pacificamente, 15.000 in strada secondo le forze dell'ordine, 50.000 per gli organizzatori, con la presenza di sindacati di base, associazioni, militanti di centri sociali non solo italiani, il movimento No Tav, il fumettista Zerocalcare, e anche qualche politico, tra cui il deputato Avs Marco Grimaldi. Gli scontri sono iniziati dopo che una parte del corteo è entrato in corso Regina Margherita, dove al numero 47 c'era la sede del centro sociale,..

Trump, dieci navi e quattro scenari
Usa pronti a colpire gli ayatollah

Ora che la “massiccia Armada” del presidente americano Donald Trump si è posizionata in Medio Oriente – con almeno dieci navi da guerra schierate nella regione – le probabilità di un attacco statunitense contro la Repubblica islamica dell’Iran sono sempre più alte. Il fulcro dell'armata è la USS Abraham Lincoln, una portaerei che si ritiene abbia raggiunto il Golfo di Oman, da dove i suoi caccia potrebbero facilmente colpire l'Iran. La portaerei ospita anche velivoli per la guerra elettronica in grado di disturbare i radar iraniani, e arriva con tre cacciatorpediniere, ognuno dei quali trasporta missili da crociera da attacco terrestre e sistemi in grado di intercettare i missili iraniani. Continua su Huffington Post

Trump minaccia gli ayatollah
e incita Teheran alla rivolta

"Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni! Annotate i nomi degli assassini e degli aggressori. Pagheranno un prezzo altissimo. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché l'insensata uccisione dei manifestanti non cesserà. Gli aiuti sono in arrivo!”. Così, con un post su Truth Social, il presidente americano Donald Trump si è rivolto direttamente agli iraniani che da oltre due settimane stanno sfidando il regime della Repubblica islamica con proteste senza precedenti, al prezzo di una durissima repressione. Nel Paese il blocco delle telefonate internazionali è stato allentato, mentre restano off limits i siti internet e le piattaforme non approvati dal governo. Le testimonianze della carneficina si moltiplicano sui principali network e quotidiani internazionali, tra sparatorie di massa ed esecuzioni sommarie, con un..

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