Il giudice, nel dubbio, blocca il matrimonio di Sgarbi
No alla nomina di un amministratore di sostegno, ma sì a una perizia per valutare le capacità cognitive nella gestione degli affari economici e personali. Si conclude così la prima fase del processo civile avviato a Roma da Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio, secondo la quale il padre non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi. Il Tribunale di Roma ha deciso che sono, dunque, necessari approfondimenti per capire il reale stato di salute mentale del critico d'arte. Come consulente tecnico d'ufficio è stata nominata la psicologa psicoterapeuta Lili Romeo, che dovrà accertare - scrive il tribunale - "se lo stesso presenti condizioni psicologiche, psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi in relazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione e all'esercizio dei diritti personalissimi"...