Giuseppe Maria Del Basto

Godiamoci la spiaggia di Mondello: la monnezza la sfregerà

Se amate Palermo, il suo mare, il suo cielo, i suoi calori, bene: correte a Mondello e godetevi la bellezza della sua morbida spiaggia, della lunga e incantevole striscia di sabbia che va dal circolo Canettieri fino a quel gioiello liberty che è lo Stabilimento balneare. Godetevela, assaporatela, vivetela intensamente perché fra poco diventerà un immondezzaio o un letamaio, scegliete voi. Le premesse ci sono tutte. Che Mondello dovesse essere liberata dalle infiltrazioni mafiose non ci sono dubbi. Ma la società concessionaria della spiaggia – la contaminata Italo Belga – era stata già commissariata dal prefetto che aveva comunque messo all’angolo boss e clan. Che fretta c’era di passare alla revoca della concessione? Giusi Savarino, assessore regionale al Territorio, forse ha voluto inseguire e scavalcare Ismaele La Vardera sul terreno..

Quattro brutte storie in poche ore. Dio salvi la Sicilia

Quella di giovedì 20 ottobre è stata una giornata infausta per la Regione siciliana. Nel volgere di 24 ore la cronaca, giudiziaria e politica, ha registrato quattro scandali, uno più sconcertante dell’altro, che vanno fatalmente ad aggiungersi alle inchieste – quella sul FdI di Galvagno e quella sulla Dc di Cuffaro – i cui effetti stanno già devastando gli equilibri e la stabilità del governo presieduto da Renato Schifani. Ma andiamo con ordine. Primo fulmine a ciel sereno: la Commissione regionale antimafia, presieduta da Antonello Cracolici, ha votato all’unanimità una relazione dove si sostiene che la Società Italo Belga, concessionaria della spiaggia di Mondello, è condizionata da boss e picciotti di Cosa Nostra; e per questo motivo, sempre all’unanimità, ha chiesto all’assessorato regionale al Territorio, retto da Giusy Savarino, di revocare..

Caso Calenda. Da Schifani un altro colpo d’ira e di teatro

Un altro colpo d’ira, un altro colpo di teatro. Ci faremo il callo. E sì, perché le sortite di Renato Schifani seguono ormai una sorta di copione. Ricordate come reagì alla nomina della leghista Annalisa Tardino al vertice dell’Autorità Portuale? Rientrò velocemente dalle vacanze, convocò d’urgenza avvocatoni e ufficio legale, tuonò contro il ministro Matteo Salvini che aveva scelto per quell’importante incarico un’ex parlamentare europea priva di competenze tecniche e chiese al Tar l’immediata destituzione dell’usurpatrice. Ma dopo 25 giorni al “sacro furore” subentrò la mansuetudine; e quella che era sembrata una dichiarazione di una guerra senza quartiere si trasformò in poco più di due settimane in un elogio smodato e sperticato al ministro delle Infrastrutture. Ieri lo schema si è ripetuto a San Benedetto del Tronto, in provincia di..

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