Maurizio Crippa per Il Foglio

Rogoredo. Bonificata la polizia ora va bonificata l’illegalità

A Rogoredo “avevamo due problemi e ne abbiamo risolto uno solo”, per usare la sintesi caustica di Filippo Facci. Un poliziotto accusato di omicidio è stato arrestato, a macchia d’olio si indaga sulle sue corruttele e violenze sugli stessi pusher e clienti della droga, forse le complicità di altri agenti (schema Serpico). Ma che si estirpino i comportamenti criminali di uno o più tutori deviati dell’ordine non risolve l’altro problema: Rogoredo rimane la zona di spaccio, violenza, degrado, abdicazione al controllo da parte dello stato della politica delle forze (sane) dell’ordine. Il colpevole sarà punito, ma Rogoredo resta “la più grande piazza di spaccio d’Italia” che nessuno vuole vedere, al massimo si manda un cronista a piangerci sopra. E dopo il lampo delle Olimpiadi tornerà al suo buio. Per dirla..

Saviano torna a giocare con Repubblica contro il Sì

Fra due giorni a mezzanotte si chiude il calciomercato invernale, l’unica faccenda di separazione di carriere tra brocchi e campioni che agli italiani interessi davvero. E Urbano Cairo, uomo di calcio tanto quanto di editoria, l’ultima finestra non la lascia chiudere invano. Vengono al dunque come cambiali i prestiti con diritto di riscatto come piani quinquennali, e chi ha dato ha dato. Gli informati di calciomercato hanno preso nota che deve essere arrivato a fine prestito, nella squadra giornalisti di Cairo, il contratto di Roberto Saviano, giunto in via Solferino nel gennaio del 2021. Poche presenze, non tantissimi gol, sull’ingaggio non è elegante strologare; ma insomma l’opzione di diritto di riscatto non è stata esercitata. Da ieri Saviano è tornato a firmare articoli di peso per la vecchia squadra, quella..

Trentini. Cosa fa la sinistra per
non dire grazie a Trump e Meloni

C’è stata una grande morìa di Trump, avrebbe detto il principe Totò De Curtis, parafrasando se stesso, fosse stato qui tra noi a contemplare la desolata arrampicata delle scuse e dei non detti furbetti. C’è stata una grande morìa delle vacche, si scusava Totò come poi John Belushi: “C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! Una tremenda inondazione! Le cavallette!”. Tutto, pur di negare l’evidenza. La liberazione di Alberto Trentini (e pure di Mario Burlò, eh) è stata giustamente accolta con emozione e felicitazioni, persino di Fabio Fazio, per dire la condivisione del pop: “La più bella notizia che si potesse sperare! Finalmente!!!!!!!!!!”. Ma con l’emozione, ecco la messa in scena di tutte le circonlocuzioni possibili per non dire, contestualmente, chi e cosa l’abbiano resa possibile. Il..

Askatasuna, don Ciotti e le voci
che non condannano i violenti

E allora CasaPound? L’obiezione è così banale che l’hanno fatta e persino scritta in fin troppi, non c’è bisogno di fare i nomi. Non serve a nulla, nella sua ovvietà, se non a questo: è la foglia di fico ideologica per evitare di ammettere che lo sgombero di Askatasuna è sacrosanto. Ma questo è basico, poi c’è un’altra scappatoia dell’ovvietà: è quella di coloro, gente molto ben pensante of course, che non riescono a condannare la cosa in sé, c’è sempre una complessità, una diversità da tutelare che va oltre il semplice e piatto principio di legalità. Molte firme sulla Stampa, voce di Torino – una città “refrattaria ai riflessi d’ordine”, si legge, qualsiasi cosa possa significare – e allo stesso tempo vittima. L’immancabile don Ciotti: “Il tema è delicato,..

“Sedicenti”. La reticenza che copre teppisti e terroristi

Puntuale e stupido, è arrivato il marchio “sedicenti”, cattiva roba d’antan. “Sedicenti pro Pal”, nel post di Telese. E tutto un profluvio di attenuanti generiche, so’ sedicenni, anzi so’ fascisti (“il fascismo è nelle teste”, abbiamo dovuto leggere) perché dover ammettere che il Kollettivo studentesco autonomo imparentato Askatasuna (36 denunciati) non è “di destra” è faccenda impossibile per il buon pensiero “antifascista”. Anche per il direttore della Stampa Andrea Malaguti (si rinnova la solidarietà) erano “teppisti invasati, antagonisti fuoriusciti da un corteo pro Palestina”. (Fuoriusciti, insomma sedicenti). Ma sacrosanto è il ricordo del vicedirettore della Stampa Carlo Casalegno, il primo giornalista ucciso dalle Br (allora “sedicenti” pure loro). La verità è che non solo Torino, ma molte città italiane sono minacciate e messe sottosopra dalla violenza pro Pal, e cavarsela..

Abbiamo un nuovo santo da venerare: il Black Friday

Sempre sia lodato il Black Friday, festa solenne della religione di tutte le donne e gli uomini di buona volontà che preferiscono godersi la vita, essere felici, perfino socializzare con la pizza discount che non macerarsi il corpo, e dunque lo spirito, idolatrando una religione senza joie de vivre che negando il corpo nega pure l’anima. Insomma il cristianesimo manicheo e vittimario in formato cilicio, senza carne (al massimo vegan per non inquinare) che ha ridotto i beni del mondo a un demoniaco “consumo” da evitare. Vade retro sconto! Sempre sia lodato il Black Friday, del resto si celebra il venerdì dopo il Thanksgiving, quando si mangia un bel tacchino grasso alla faccia di tutte le mestizie dell’anno. Il moralismo contro i compratori da black season – cioè i cittadini..

I bimbi della casa nel bosco e l’orco dello stato etico

L’unico fattore preoccupante sono quelle 13 mila firme di una petizione in loro sostegno, quando nelle faccende di libertà individuali si infila il tribunale dell’opinione online è sempre meglio dubitare. Dei votanti, s’intende. Per il resto, perché tanto accanimento giudiziario – sono andati i Carabinieri come da Pinocchio – contro due genitori, una famiglia, che ha liberamente scelto di vivere felice, “senza stress” mettendo in pratica senza necessità di farlo sapere su Instagram i dettami spirituali e pratici che costituiscono l’iperuranio idilliaco del minimo comune pensiero moderno? Hanno tre figli, li accudiscono bene con amore, li vogliono crescere secondo la Sana dottrina: anabattisti del Terzo millennio. O i figli di Tozzi, li potremmo chiamare, il geologo col martello. Quello che insegna a non costruire, a non arginare, a non assembrarsi..

Dopo mille vaffa ai giornalisti
ora invocano la libertà di stampa

Uno dei più trafelati urlatori grillini (siano ex, post o neo grillini, quello rimangono), Dario Carotenuto, da tempo addetto – per mandato o per vocazione – al quotidiano abbaio contro le destre e specialista dell’ululato al genocidio, ha fatto la sua chiamata al popolo su X: “La libertà di stampa è un pilastro della democrazia. Quando un giornalista viene minacciato, quando un’inchiesta viene ostacolata, non è solo un individuo a essere colpito, ma il diritto di tutti a conoscere, a capire, a essere informati”. Oggi saranno in piazza a Roma, “al fianco di @SigfridoRanucci e di tutti coloro che credono in un’informazione libera e indipendente”. È la manif “VIVA LA STAMPA LIBERA!” – scritto in maiuscolo perché lo stile turpiloquente da strilloni dell’internet è rimasto nonostante le pochette – in..

La pippobaudizzazione tutta italiana della Flotilla

Eva bene, tutti indignados perché Meloni ha fatto l’ironica sulla flotilla e il relativo sciopero generale. Ma a parte che difendersi con una punzecchiatura da gente che ti accusa di complicità nel genocidio, niente meno, è il minimo sindacale; la cosa però più grottesca, nei media e nella politica italiani, è la pippobaudizzazione della flotilla. La cui crociera è finita da quattro giorni oggi, sono tutti tornati e stanno bene, ma non si parla d’altro, e si dà spazio a vip e comparsucce come quando dipartì il celebre Pippo. Una cerimonia degli addii tramutata in soap. L’impresa non c’è stata, o se anche è appena cominciata è già finita, come cantava Sergio Endrigo. Gli effetti umanitari (solo presunti) politici e geopolitici della missione della Global Sumud Flotilla non si sono..

Censura! Il grottesco allarme di Geppi ed Elio, sempre in tv

La satira è un diritto inalienabile, molto più che solo “ammissibile”, ma quando è involontaria mette malinconia, soprattutto se l’acceleratore scappa a una giornalista brava e preparata come Concita De Gregorio, che di far satira non ha intenzione e anzi prende il tutto molto sul serio. Prendiamo lei come exemplum, perché su Repubblica ha fatto la sintesi completa di quello che in tanti, e meno accreditati di lei, vanno cianciando in questi giorni. “Sto per parlare di Geppi Cucciari, Elio Germano, Massini e Montanari, di altri meno noti artisti e pensatori – una moltitudine – esclusi a priori dalla scena perché molesti, disuguali dunque privati di denari e di tribuna”. Ora. Geppi Cucciari, che ci capitò di applaudire quando infilzò come un tordo il non-lettore Sangiuliano, s’è fatta diciamo un..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED