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Maurizio Crippa per Il Foglio

Dopo mille vaffa ai giornalisti
ora invocano la libertà di stampa

Uno dei più trafelati urlatori grillini (siano ex, post o neo grillini, quello rimangono), Dario Carotenuto, da tempo addetto – per mandato o per vocazione – al quotidiano abbaio contro le destre e specialista dell’ululato al genocidio, ha fatto la sua chiamata al popolo su X: “La libertà di stampa è un pilastro della democrazia. Quando un giornalista viene minacciato, quando un’inchiesta viene ostacolata, non è solo un individuo a essere colpito, ma il diritto di tutti a conoscere, a capire, a essere informati”. Oggi saranno in piazza a Roma, “al fianco di @SigfridoRanucci e di tutti coloro che credono in un’informazione libera e indipendente”. È la manif “VIVA LA STAMPA LIBERA!” – scritto in maiuscolo perché lo stile turpiloquente da strilloni dell’internet è rimasto nonostante le pochette – in..

La pippobaudizzazione tutta italiana della Flotilla

Eva bene, tutti indignados perché Meloni ha fatto l’ironica sulla flotilla e il relativo sciopero generale. Ma a parte che difendersi con una punzecchiatura da gente che ti accusa di complicità nel genocidio, niente meno, è il minimo sindacale; la cosa però più grottesca, nei media e nella politica italiani, è la pippobaudizzazione della flotilla. La cui crociera è finita da quattro giorni oggi, sono tutti tornati e stanno bene, ma non si parla d’altro, e si dà spazio a vip e comparsucce come quando dipartì il celebre Pippo. Una cerimonia degli addii tramutata in soap. L’impresa non c’è stata, o se anche è appena cominciata è già finita, come cantava Sergio Endrigo. Gli effetti umanitari (solo presunti) politici e geopolitici della missione della Global Sumud Flotilla non si sono..

Censura! Il grottesco allarme di Geppi ed Elio, sempre in tv

La satira è un diritto inalienabile, molto più che solo “ammissibile”, ma quando è involontaria mette malinconia, soprattutto se l’acceleratore scappa a una giornalista brava e preparata come Concita De Gregorio, che di far satira non ha intenzione e anzi prende il tutto molto sul serio. Prendiamo lei come exemplum, perché su Repubblica ha fatto la sintesi completa di quello che in tanti, e meno accreditati di lei, vanno cianciando in questi giorni. “Sto per parlare di Geppi Cucciari, Elio Germano, Massini e Montanari, di altri meno noti artisti e pensatori – una moltitudine – esclusi a priori dalla scena perché molesti, disuguali dunque privati di denari e di tribuna”. Ora. Geppi Cucciari, che ci capitò di applaudire quando infilzò come un tordo il non-lettore Sangiuliano, s’è fatta diciamo un..

Come chiameremo i grillini ora che Grillo non c’è più?

Il discioglimento dell’ex orda grillina (non propriamente orda d’oro, seppure più d’uno la povertà se la sia abolita fino al terzo mandato) nel partito trasformista autoproclamato dei “progressisti indipendenti” può senza dubbio attirare l’interesse di qualche critico studioso del grottesco, mirabile categoria d’arte ed estetica, non di più. Ma poiché a lungo toccherà convivere con il residuo della decomposizione- ricomposizione del grillismo (ricomposizione del disciolto, absit iniuria verbis, è un argomento noioso nella politica italiana), almeno a livello di comunicazione il tema “e adesso come li chiameremo?” va affrontato. E infatti più d’uno degli avvertiti nella stampa s’è già cimentato. Grillini non più, sarebbe offesa (del resto secondo Wikipedia già prima essi la ritenevano “definizione riduttiva o volutamente distorsiva”). “Stellini” è comicamente improponibile, hanno ridacchiato. Per altri “contini” sarebbe più..

Grillo e lo sproloquio dello struzzo

Il contro-discorso di Capodanno del comico che oscurava il Quirinale non c’è più. Come tutto il resto. Al guru non è rimasto niente da dire

La soffitta dei simboli inutili

E' stato il trionfo della democrazia digitale? No. Rousseau non fa più paura. Storie di macchine da consenso passate di moda

La sinistra che sa dire solo onestà

Osannava la questione morale di Berlinguer, e gli italiani sono diventati populisti. Tifava Mani pulite, e si è ritrovata Salvini

Torni a bordo, avvocato Bongiorno

Consigliare a Salvini di non farsi processare per i tempi della giustizia è come suggerire di approfittare dell’auto blu, dacché l’Atac fa schifo

Solo Vespa picchia duro su Davigo

Il conduttore di "Porta a Porta" dà fiato al paese che non ne può più dei forcaioli. A duello con il magistrato negli studi di La7

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