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Paolo Cesareo

La Sicilia ha ripreso a bruciare
Ma la politica rimane defilata

Sono 380 gli incendi che tra il 24 e la mattina di sabato 26 luglio hanno colpito quasi tutta la Sicilia, alimentati da temperature estreme e forti raffiche di vento. I fronti più gravi si sono registrati nel Trapanese, in particolare tra Monte Cofano, Custonaci, Makari, San Vito Lo Capo e la Riserva dello Zingaro, ma fiamme si sono levate anche a Niscemi, Biancavilla, Messina, Piana degli Albanesi e nell’Ennese. Le operazioni di spegnimento hanno coinvolto centinaia di mezzi e migliaia di uomini – tra vigili del fuoco, forestali, operai e volontari – oltre a un massiccio impiego di mezzi aerei: dieci elicotteri del Corpo forestale regionale, un S64 dei vigili del fuoco, due velivoli pesanti della flotta nazionale e tre Canadair. Sulla prevenzione, però, nessuno mette bocca. I politici, a..

La lounge della discordia

"Mancano cornetti e cestini". Così parte l'ispezione dell'Asp a Punta Raisi. Schifani: "Cibi non freschi"

Mattarella: “Falcone e Borsellino
Grandi difensori delle istituzioni”

«Il lavoro appassionato di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel difendere strenuamente le istituzioni e i cittadini dalla violenza mafiosa è impresso in maniera indelebile nella coscienza collettiva italiana e internazionale». Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio rivolto al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, in occasione dell’incontro tra magistrati impegnati in Europa e in America Latina nel contrasto al crimine organizzato transnazionale. «La sfida della criminalità transnazionale è sempre più pervasiva – ha proseguito il Capo dello Stato – e alla risposta degli Stati non sono consentite né distrazione né irresolutezza. Ne va della salute e del futuro delle nostre comunità». Mattarella ha sottolineato che «la cooperazione internazionale nelle indagini è essenziale per il contrasto alla criminalità organizzata e deve essere condotta..

Sicilia, paradiso per anziani
Passa il “modello Portogallo”

Il Consiglio dei ministri ha approvato una norma di attuazione dello Statuto siciliano che consente alla Regione di intervenire direttamente sulle aliquote dei tributi erariali riscossi sul territorio. In base al decreto legislativo, aggiornato con due nuovi commi, la Sicilia potrà introdurre esenzioni, detrazioni e deduzioni fiscali per cittadini e imprese, prevedere agevolazioni per i pensionati non residenti che acquistano casa sull’Isola e vi trasferiscono la residenza, nonché attribuire incentivi e contributi. L’obiettivo è favorire l’insediamento di imprese e cittadini europei ed extraeuropei e promuovere una “fiscalità di sviluppo” per stimolare l’economia regionale. La Regione potrà agire in autonomia solo sulle imposte erariali di propria competenza e dovrà stipulare apposite convenzioni con l’Agenzia delle Entrate per l’attuazione degli incentivi, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato. Uno degli..

Hashish a casa Galvagno

Investigatori: era per la De Capitani, che condivideva un appartamento col presidente dell'Ars

Schifani conferma la Amata

Per gli inquirenti è "asservita ai Dragotto". Ma il governatore coccola i patrioti: "Piena fiducia"

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