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Giuseppe Sottile

Crisi e corruzione
ultimi teatrini

Per quattro anni ha evitato – accuratamente, caparbiamente – di affrontare la questione morale. Ha ignorato le malefatte del Balilla; si è impappinato, fino a diventare giustizialista, sulle colpe della Dc cuffariana; è ridiventato garantista nei confronti dell’inchiesta per corruzione su Elvira Amata, ancora seduta, malgré tout, al vertice del Turismo. Lunedì sera, invece, il colpo di scena. Per appannare gli effetti devastanti della tempesta giudiziaria che ha travolto l’innominato suo braccio destro, Renato Schifani ha convocato la giunta regionale non per dimettersi ma per lanciare un’improbabile legge contro la corruzione; legge ovviamente destinata al binario morto. Il governatore, va da sé, ha voluto solo fare la mossa. E gettare un po’ di fumo moraleggiante negli occhi dei siciliani che lui forse considera ciechi, sordi e boccaloni. Puro avanspettacolo.

L’altra innominabile:
la gentildonna di potere

La politica ha logiche che noi umani non comprenderemo mai. Nei piani alti del potere romano ha spadroneggiato per anni una gentildonna – altra innominabile – che è riuscita ad ammaliare prima Silvio Berlusconi e poi Giorgia Meloni. Maneggiava leggi, amministrava segreti ed era così certa della sua impunità da intimidire, via whatsapp, chiunque le facesse ombra. Un giorno, nel pieno di una battaglia decisiva per le sorti del governo, è andata oltre la spocchia e, con una orripilante sparata in tv, ha fatto perdere alla nobile causa della Meloni qualche milione di voti. Ma il partito della premier, anziché prenderla a calci, l’ha premiata offrendole un rifugio sicuro sotto l’ala protettiva di un ministro. Morale della favola: che speranza ci resta in un’Italia dove nemmeno il capo del governo..

Sciascia, l’Innominato
e “il viceré sopra il re”

Per trent’anni e passa l’Innominato ha giocato d’azzardo nella terra di mezzo fra politica e affari. Ha fiancheggiato Totò Cuffaro, Raffaele Lombardo, Nello Musumeci. E quando sembrava che avesse sbagliato l’ultima mossa – la candidatura con Calenda è stata un fallimento – gli è andato subito incontro Renato Schifani che lo ha recuperato e collocato al piano più alto di Palazzo d’Orleans. Bene. Come mai il gotha della politica siciliana non ha avuto mai un sentore, un sospetto, una cautela? La procura, che oggi chiede al gip di rinchiuderlo all’Ucciardone, scrive che l’indagato “travalicava la consulenza tecnica per assumere un ruolo sostanzialmente sostitutivo del vertice politico”. Ricordate Leonardo Sciascia? Annotava che in Sicilia “al di sopra del re c’è il viceré”. Solo che stavolta il viceré, con le sue nefandezze,..

Giochi acrobatici
a Palazzo d’Orleans

Proviamo a sintetizzare – con un gioco di domande e risposte – l’intenso rapporto tra il Governatore della Sicilia e gli scandali che da quattro anni movimentano la vita di Palazzo d’Orleans. La presenza di Gaetano Armao nelle stanze più delicate della Regione? Fidarsi di un caro amico non è una colpa, né tantomeno un reato. La ferrea e blindata alleanza con Totò Cuffaro? Subito dopo ho ripulito gli assessorati. La permanenza al Turismo di Elvira Amata, sotto processo per corruzione? Povera figlia, sono cose che capitano: chi mangia fa molliche. Le grandi corruttele della Sanità? Rileggetevi le parole del procuratore De Lucia: fino a sentenza definitiva c’è la presunzione di innocenza. Sì, ma lei, Presidente, cosa dice? Che le responsabilità penali sono personali: gli uomini possono sbagliare ma il..

Lettera a Mattarella su scandali e festa per Fratel Biagio

Il Capo dello Stato – che già ha partecipato alla seconda inaugurazione del Castello Utveggio fortemente voluta dal governatore Schifani – torna oggi a Palermo per applaudire il film su Biagio Conte, il nostro San Francesco: povero e santo come tutti i poveri di questa città. La cerimonia si svolgerà al Teatro Massimo dove, oltre alle immancabili e festaiole madamine, ci sarà il fior fiore della classe politica siciliana, ovviamente pronta ad aggiudicarsi il merito di avere finanziato l’omaggio cinematografico al frate laico. L’appuntamento non può essere sprecato: sarebbe un oltraggio all’esempio che il fondatore della comunità di via Decollati ha lasciato alla Sicilia e alla cristianità. E’ per questo, dunque, che noi di Buttanissima vogliamo rivolgere a Sergio Mattarella una calorosa quanto rispettosa pregheria. Caro Presidente, lei arriva in..

Tra Bullo e Buttanissima
una storiaccia giudiziaria

Per anni questo giornaletto lo ha chiamato “il Bullo” per via delle arroganze con cui governava il retrobottega del Palazzo dove la politica incontra gli affari. Poi, forte della presenza della moglie nei piani alti della giustizia, lui ci ha intimiditi con una citazione al tribunale civile: ci chiedeva 700 mila euro per risarcire la sua immagine oltraggiata, così diceva, dai nostri articoli. Considerando il peso pestifero della zarina su alcuni giudici di Palermo, ci siamo piegati al ricatto e alle forche caudine di una transazione con la quale l’Avvocato ha preteso che Buttanissima non facesse più il suo nome. Di conseguenza possiamo solo chiamarlo “l’Innominato”, come il personaggio del Manzoni. Oppure “il braccio destro di Schifani”. Ma, alla luce delle ultime notizie, una cosa è certa: le nostre critiche..

Pani, pesci e click
di un super pagnottista

Sigfrido Ranucci, il messia del giornalismo d’inchiesta, cammina sulle acque ma non è ancora risorto al vertice di Report. Se gli riuscirà il miracolo lo sapremo a giorni, quando il giudice deciderà sul reintegro. In Sicilia non ci sono santi ma c’è un super pagnottista, Maurizio Scaglione, che i miracoli li fa e li piazza all’Irfis dal quale ha incassato, grazie alla legge sull’editoria, 58 mila euro. Una cifra notevole per un giornaletto, il suo, che pubblica per lo più notizie a gettone. Tra i coefficienti previsti per il calcolo del contributo c’è il numero di visualizzazioni. Dalle carte date all’Irfis risulta che Scaglione nel 2025 ne ha avuti all’incirca 180 milioni. Quasi quanto le grandi testate di Sicilia. Ma dove pesca tutti questi lettori, in Cina? Forse nei pressi..

Gerenza

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