Salvatore Merlo per Il Foglio

Quanticamente Elly. Armati e disarmati allo stesso tempo

Ora, non è che uno voglia dubitare della profondità del pensiero di Elly Schlein. Dopotutto, chi siamo noi per mettere in discussione ella, cioè Elly, insomma una donna che parla di “bivi” europei e “salti quantici” come se stesse dirigendo un film di fantascienza con budget ridotto. Soltanto, qualche volta, ogni tanto, ascoltandola, una certa inquietudine ci coglie. Come ieri, per esempio. Quando l’abbiamo sentita, al termine di un vertice con il Partito socialista europeo, a Bruxelles, sintetizzare la posizione del Pd a proposito del piano di investimenti militari europei, all’incirca in questi termini: “Difesa comune sì, riarmo no”. Che è un po’come dire “mangio volentieri ma non mastico”, “cucino l’arrosto ma non compro il forno”, “canto l’opera però sono senza voce”, “voglio vincere il Palio ma col mulo zoppo”...

Miracolo a Sanremo: Giorgia ed Elly cantano Cristicchi

E’ l’unico vero duetto politicamente vincente di ieri sera, non quello delle magnifiche Giorgia e Annalisa, ma quello di Giorgia (Meloni) ed Elly (Schlein): cantano Simone Cristicchi. Ve lo possiamo garantire. Il presidente del Consiglio non ha guardato molto Sanremo in questi giorni, forse guarderà la finale, dipenderà dagli impegni, chissà, ma “per me ha già vinto Cristicchi”. Ecco. Ed è qui che allora parte il duetto, è qui che la canzone trova il suo acuto, è qui insomma che si compiono le grandi intese repubblicane, perché anche la segretaria del Pd ha detto su Facebook che quella di Cristicchi “è una bella canzone”. Probabilmente questa convergenza, se non cementerà altre intese dopo quella sull’elezione dei giudici della Consulta, se non porterà com’è stato giovedì a ben tre telefonate fra..

Viva la Dc, la democrazia Conti, al festival di Sanremo

Sanremo dal nostro inviato. Evviva la Dc, democrazia Conti. E non per gli ascolti che sono sempre record: undici milioni ottocentomila spettatori, ovvero 64,6 per cento di share (battutaccia di un produttore televisivo rimasto a Roma: “Amadeus si è attaccato alla flebo di fentanyl”), ma per via di questo Festival- miracolo in cui senti le canzoni e non i monologhi, dove persino la noia ha ritmo, e un presentatore che non fa nulla per risultare simpatico (la tradizione è di altissimo livello: Pippo Baudo) viola tutte le regole della banalità obbligatoria, della retorica imposta: “Antifascista? Oggi mi preoccuperei di più dell’intelligenza artificiale”. Oppure ieri, mentre gli ricordavano che Fedez è indagato, manco fosse Daniela Santanchè, mentre insomma partiva Mani Pulite a Sanremo, rispondeva: “Faccio il direttore artistico, non il pubblico..

Sui voli di stato polemiche (e fesserie) di andata e ritorno

Il vero problema dell’Italia in questo momento è... i voli di stato. Fesserie di andata, e fesserie di ritorno. Sembra la battuta di Johnny Stecchino, quella sulle tre piaghe di Palermo: “Abbiamo il sole, il mare, i fichidindia, Empedocle, Archimede, purtroppo siamo famosi nel mondo anche per qualcosa di negativo. Una piaga terribile, e lei sa a cosa mi riferisco…. è il traffico stradale”. La destra accusa il procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, adesso diventato eroe della sinistra dopo l’avviso di garanzia a Meloni, di aver viaggiato con dei voli di stato – e gli conta pure gli spiccioli (13.000 euro). Mentre la sinistra accusa il governo di aver sprecato a sua volta dei denari del contribuente rimpatriando il generale libico Almasri con un volo dello stato...

Due dispetti di Renzi a Meloni
nel giorno del compleanno

E' il definitivo naufragio di un amore. Perché ci fu persino un momento in cui lui regalò a lei un anello, uno di quegli “smart ring” che monitorano il sonno e la frequenza cardiaca. Finché però quell’anello lei non se lo tolse, con stizza, e lo gettò nel cestino assieme alla loro quasi amicizia. Sicché ieri, giorno del compleanno di Giorgia Meloni, Matteo Renzi ha fatto depositare in Parlamento due interrogazioni parlamentari che sono evidentemente un dispetto: la prima interrogazione riguarda i regali ricevuti dalla presidente del Consiglio per il suo compleanno (“se superiori ai 300 euro ha restituito la differenza?”) e la seconda, invece, per sapere se per la nuova casa della premier sia stato speso denaro pubblico. Come dire: tanti auguri, cara Giorgia. Tiè, beccate questo! Mentre lei,..

Quando c’era lui alla Cultura. Lui, il venerato Franceschini

La destra è maldestra su come si governa, anzi, su come si galleggia, si sopravvive, si nomina, si fa clientela e ci si protegge dai giornali che mai assaltarono la sinistra malgrado tutto. Dopo appena due anni un ministro della Cultura si è dimesso, e un altro barcolla. Non riescono nemmeno a nominare un capo di gabinetto e finiscono spernacchiati su tutti i giornali. E allora quanto ci manca lui – solo e sempre lui – che nel gabinetto ci gettava 26 miliardi di euro con il bonus facciate e nessuno fiatava. Quanto ci manca, Dario Franceschini! Per otto anni ministro della Cultura, sempre sia benedetto e rimpianto, egli è infatti da sempre un professionista della politica. Lui sì. E come gran parte dei dirigenti del Pd, egli potrebbe oggi..

Macché spy story. Giorgia e i Fantozzi di Palazzo Chigi

No, guardi presidente, gli agenti non sono abbastanza”. Come non sono abbastanza? “Ehh, sono impegnatissimi”. Da circa due anni, a quasi ogni riunione con gli apparati di sicurezza dello stato, alla presenza di Matteo Piantedosi ministro dell’Interno, pare che Giorgia Meloni si sia ormai abituata a sentirselo dire. La Polizia non si può usare per questo, i carabinieri non si possono usare per quello, la Guardia di Finanza nemmeno a parlarne. Anche per quanto riguarda alcuni aspetti del Giubileo. L’evento che, secondo le previsioni, dal 24 dicembre 2024 porterà a Roma l’enormità di trentacinque milioni di persone. Difficoltà logistiche, ovviamente. Problemi di sicurezza, com’è evidente. Dunque riunioni su riunioni. E spesso, appunto, di fronte alle richieste di Meloni che sulla sicurezza vuole dare segnali tangibili, ecco la frase pronunciata da..

Gli stupidi della destra hanno sempre il complotto in canna

Il prossimo che per giustificarsi le prospetta un’ipotesi di complotto, Giorgia Meloni lo dovrebbe prendere a calci nel sedere. Perché l’unico complotto ben visibile a chiunque è quello degli uomini e delle donne che a destra combinano guai intorno alla presidente del Consiglio. E sono gli unici che davvero complottano contro il governo di cui fanno parte. Autocomplottano. Senza inventarsi una bella cospirazione, è vero, non si costruisce nessuna leadership in Italia. E’ un fenomeno immanente. Ma qui, a destra, oggi, c’è la novità del complotto come scudo stellare alla superficialità, all’inadeguatezza e talvolta – troppo spesso – alla pura imbecillità. Maria Rosaria Boccia chi la manda, l’opposizione! O forse invece Boccia è una signora che in quel Parlamento dal quale adesso è stata espulsa a vita veniva invitata soltanto..

Sceneggiata Bianca. Il decameron di Boccia all’ultimo atto

Lei, Maria Rosaria Boccia, signora e dottoressa, è ‘a malamente di una sceneggiata. ‘A malamente messa a mezzo tra Isso, Gennaro Sangiuliano, e Issa, nientemeno Giorgia Meloni. Una sceneggiata però stiracchiata. E appunto per questo doveva finire in tivù, ieri sera, su Rete 4 da Bianca Berlinguer che pensava (e ancora pensa) di farne un personaggio tra il mattocchio Corona e l’invasato Orsini. Lì dove vale la regola delle regole, come diceva Gianfranco Funari: “Fare televisione è come fare la cacca, si fa ma non si guarda”. E quale manuale di dottrina politica, quale galateo istituzionale, potrebbe mai raccogliere una simile cronaca pur con il marchio Berlinguer? Ma “L’isola dei famosi”, ovviamente. Vedrete. Tempo al tempo. Sarà quello l’approdo definitivo di cui Berlinguer è solo un transito, uno stage. Finirà..

Gerenza

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