Sezioni Tematiche

Il finto giornalismo di Ramucci
L’avanspettacolo come scoop

Di Sigfrido e dei suoi amichetti e amichette Totò farebbe un indimenticabile pasticcio di farsa e avanspettacolo. In mancanza del grandissimo comico, è lui stesso a farsi pasticcio professionale, umano, autobiografico, ungendosi di ridicolo anche come spalla di sé stesso, insieme Totò e Peppino, un purissimo Camillo Mastrocinque, un titolo perfetto: La banda degli onesti. Una volta al Foglio, quando ero ancora direttore, dunque tanti anni fa, mi venne a trovare Milena Gabanelli, piacentina, una donna rigida e interessante, un esemplare prima Rai e poi Corriere di giornalismo investigativo piuttosto rigoroso e documentato. Voleva rassicurarmi sul suo metodo di lavoro, ma con molta dignità e senza chiedere assolutamente niente (probabilmente avevamo sfruculiato la sua trasmissione, Report). Mi fece una buona impressione la sua disinteressata freddezza, il puntiglio professionalista, pur non..

Pier Luigi Bersani oggi?
Un Mario Giordano de sinistra

Sale su un palco a Treviglio e dice che l’Italia si sta avviando al modello Trump. Che cosa ha rovinato Pier Luigi Bersani? L’età no, perché è mio coetaneo e si può essere splendidi rottami settantenni. Forse la grottesca sconfitta politica quando da segretario del Pd coltivò ambizioni di governo e le affidò ai grillini piccoli piccoli dello streaming a Monte Citorio. O quando nel 2013, per il Quirinale, fu preso a bastonate dai suoi parlamentari e da tutti gli altri che poi subirono la generosa sculacciata del rieletto Giorgio Napolitano, dopo essere entrati in stato confusionale e aver soggiaciuto, sotto la regia del partito di maggioranza diretto dall’ondivago e arboriano Ferrini di Piacenza, alle acrobazie dell’Antipolitica che infilzò i candidati del centrosinistra come tordi allo spiedo. Certo la batosta,..

Presidente Mattarella, troppi disastri nella sua Sicilia

Non si sa se Mattarella, presente alla seconda inaugurazione del bel restauro del Castello Utveggio, avrà trovato il modo di parlare con Schifani della situazione idrica regionale. Un comitato spontaneo di cittadini di Trapani, infatti, gli ha scritto lamentando che, ancora dopo un anno dalla prima denuncia, la situazione è inaccettabile. Non è una cosa nuova in Sicilia. L’acqua manca soprattutto perché se ne butta per strada la metà di quella immessa. Che non è molta, specie in alcune annate. E poi, una grande dispersione in invasi spesso mal tenuti o non collaudati dopo anni. Sicché si è costretti a svuotarli per ragioni di sicurezza, con l’inammissibile perdita di tanto bene prezioso. Questa vergogna crea una condizione di malessere e di disagio in tante famiglie. Il Presidente della Repubblica, come..

Contraddizioni del governo Meloni
nell’allucinante guerra ai ragazzi

È difficile comprendere se per insipienza o cattiva fede o che altro a pagina due del giornale la premier dica che a quattordici o quindici anni si è abbastanza grandi per rispondere dei reati che si commettono, a pagina tre un ministro dica che a quattordici o quindici anni si è abbastanza grandi per avere coscienza delle proprie azioni, e a pagina quattro un altro ministro dica che a quattordici o quindici anni si è troppo piccoli per accedere ai social. L’ultimo atto di guerra del governo contro i ragazzi è stabilire che i maggiori di quattordici anni e i minori di diciotto siano sempre imputabili. Fino a oggi lo decideva il giudice, di volta in volta, secondo il presupposto che un ragazzo non ha la stessa capacità di intendere..

Si chiama Malizia, è il (padre) superiore del ministro Tajani

Tajani è una delizia, Tajani è di (don) Malizia. L’uomo più importante della Farnesina? E’ un prete. Lo chiamano “il capo”, pretende posti in prima fila e a ogni cerimonia sta attaccato a Tajani come l’ostrica allo scoglio. Era il conforto spirituale del ministro (e ne ha bisogno anche solo per le angherie che subisce) ma ora è il ministro del ministro. Si chiama Marco Malizia e chi punta a un’ambasciata si genuflette davanti a lui per arrivare a Tajani. La mattina? Messa. Il pomeriggio? Tutti collegati, anche da Nairobi, per ascoltare il Verbo. Il don spedisce mail come fosse il segretario generale. Il 17 luglio arriva ai diplomatici la comunicazione “Inaugurazione del nuovo varco Asl Maeci”. La firma? Malizia. Parola del (mon) Signore. Tajani ha bisogno dello Spirito santo,..

Salvini irredimibile. “Di Vannacci non me ne frega un tubo”

Ecco come Salvini motiva la sua Lega: il nord di Attilio Fontana è una roba da babbioni e in Italia ci sarà l’invasione dei “nigeriani”. Riunisce la sua squadra a villa Angelucci e al posto delle carezze, bastona, invita alla delazione. Il partito del Nord? “Basta nord! E’ una roba da nostalgici”. La vecchia Lega? “Non esiste. Il mondo è cambiato. Lo volete capire?”. Vannacci? “Non me ne frega un c...”. I fuoriusciti? “Vediamo se saranno eletti”. Chi parla con i giornali? “Nemici interni, fanno il male della Lega”. Non è il Viminale che desidera ma il poligono per regolare i conti con Romeo, Zaia, Fontana. Difende Roggero perché, come l’orafo, sogna la legittima vendetta: bum! Bum! Gli dice Renzi durante il Question Time, al Senato: “Caro Salvini, aggiungere ai..

Preferenze, Forza Italia in tilt
I Berlusconi stoppano Tajani

Convocato a Palazzo Chigi, Antonio Tajani dice sì a Giorgia Meloni sulle preferenze, che la premier vuole provare a inserire per la seconda volta nella nuova legge elettorale. Ma il vicepremier la avverte: un altro patatrac è possibile, con il rischio questa volta di far saltare il governo. Soprattutto, il leader di Forza Italia sa che ad Arcore non hanno cambiato idea: Marina Berlusconi resta contraria alle preferenze. Una certezza che ora si sposta al Senato, dove la capogruppo azzurra Stefania Craxi disinnesca l’accelerazione di Fratelli d’Italia. Altro tempo guadagnato, su indicazione di Arcore più che di Tajani. Dicono che i contatti con la famiglia siano “un po’ diminuiti”. Ma il contagocce è diverso da dirigente a dirigente. Craxi, ad esempio, che è diventata presidente dei senatori col benestare di..

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