Crolla la Torre dei Conti
Morte e spavento a Roma

Una nuvola di polvere sui Fori Imperiali a Roma, per il cedimento della Torre dei Conti, alcuni operai che lavoravano al cantiere subito tratti in salvo, mentre uno di loro resta intrappolato fra le macerie e servono 11 ore di lunghe e complesse operazioni di soccorso per estrarlo vivo. Era metà mattina quando improvvisamente è crollata una parte della Torre dei Conti, un edificio medievale su cui era in corso un importante intervento di ristrutturazione finanziato con i fondi del Pnrr. Subito le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute in Largo Corrado Ricci per mettere in salvo alcuni operai che erano nell'area: uno di loro è rimasto intrappolato sotto le macerie, un sessantaseienne romeno che lavora per una ditta di appalti e costruzioni che ha sede nel quartiere Prati...

Schlein. Comunque vada, il referendum sarà un insuccesso

Col referendum sui magistrati la premier rischia, e questo lo sappiamo. In caso di sconfitta resterebbe a Palazzo Chigi però azzoppata: pure qui non ci sono dubbi. Meno si parla invece dei pericoli che corre Schlein, come se la segretaria Pd avesse solo da guadagnare e nulla da perdere dallo scontro sulla riforma Nordio. Ragionandoci a mente fredda, non è così semplice come appare. Tra le due, per certi versi, ha addirittura più convenienza Meloni. E d’altra parte, se Giorgia ha deciso di puntare sulla giustizia, vuol dire che ha fatto i suoi conti; si sarà convinta che il gioco per lei vale la candela. Elly invece non ha scelto nulla; è in prima linea suo malgrado; si ritrova a combattere una battaglia di cui, probabilmente, farebbe a meno (ma..

Assaltato treno in Inghilterra
accoltellate dieci persone

Un violento accoltellamento è avvenuto ieri sera a bordo di un treno partito da Doncaster e diretto a King’s Cross, nel Cambridgeshire. Il bilancio è di dieci persone ferite, nove delle quali in gravi condizioni. La polizia britannica dei trasporti ha arrestato due persone e sta indagando sull’accaduto, mentre l’antiterrorismo è stato coinvolto per valutare eventuali piste legate alla sicurezza nazionale. Sul luogo sono intervenute decine di agenti, inclusi ufficiali armati, e cani addestrati per individuare armi o esplosivi, con l’obiettivo di escludere la presenza di ulteriori minacce a bordo. L’allarme è scattato alle 19:39 e le operazioni di emergenza hanno mobilitato un imponente dispiegamento di mezzi: ambulanze, elicotteri, squadre di terapia intensiva e la Hazardous Area Response Team. Il servizio di ambulanza dell’Inghilterra orientale ha parlato di una “risposta..

Oltre Salvini. Se facessimo il Ponte sul modello del Mose

Opporsi a un ponte, al Ponte, perché lo vuole anche il senatore Salvini, niente di male. Sostenere il Ponte perché non lo vogliono i magistrati della Corte dei conti che si fa Corte dei ponti, niente di male. Poi c’è il formidabile estetismo di Buttafuoco: no al Ponte perché la Sicilia è un’isola. Ma c’è il paradigma del Mose. Per quarant’anni la bella gente che si fa esperta di tutto ha sostenuto che quell’opera di ingegneria delle acque era una follia, che non avrebbe mai funzionato, che era costosissima anche in vista della protezione della città più preziosa al mondo, che era un magna magna, ovvio, e che c’era la ruggine. Meglio dragare Malamocco, meglio fermare il mare con le mani nude, meglio tutto del Mose. Alla fine gli stessi..

Il Ponte? Nelle mani di Salvini non poteva che finire così

Se quelli del Partito democratico, tutti, senza distinzione, non vogliono contare nulla, se hanno deciso di indurre i pochi che pervicacemente restano ad andar via, se Schlein, nel suo “trionfale” viaggio verso Palazzo Chigi, non ha bisogno dei voti dei siciliani, lasciamoli fare, magari assistendo divertiti e increduli allo spettacolo penoso e farsesco che da tempo mettono in scena nell’indifferenza generale. Perché intestardirsi a seguire qualcosa che non ha alcun senso politico, semmai solo esistenziale? Ieri si è riunita la direzione di mezzo partito, presieduta da una inviata di Roma, e contemporaneamente è stato a Palermo Bonaccini, il presidente nazionale, con l’altra metà, impegnato in altre iniziative. Più che una forza politica, sembra un teatrino di periferia. Ma si divertono così, crogiolandosi nella loro beata incoscienza, con la sventatezza di..

Passa al Senato la riforma
della giustizia. Esulta Meloni

La riforma che introduce la separazione delle carriere della magistratura è stata approvata definitivamente dall'aula del Senato. Il disegno di legge costituzionale ha avuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni. Il voto è il quarto e ultimo passaggio parlamentare, come previsto dalla Costituzione. "Oggi, con l'approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini - ha scritto su X la premier Giorgia Meloni -. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L'Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per..

Attenti allo Zen. Se tutto è mafia niente è mafia. O no?

La visita della Commissione regionale antimafia allo ZEN può rivelarsi utile. Può segnalare l’attenzione delle istituzioni per una zona della città dalla quale sono venuti gli autori dei più recenti episodi di efferata criminalità e dove marginalità ed enormi problemi sociali contribuiscono a generare violenza. Può servire una seduta “aperta alla cittadinanza, alle istituzioni, alle associazioni, per aiutare lo ZEN a reagire”, come ha detto Antonello Cracolici. Al netto di qualche evidente nota populista, è opportuno che si esca dal “Palazzo” per andare nei luoghi del malessere, per far sapere ai suoi abitanti che non sono soli, che si ascoltano le voci di chi vive in un contesto nel quale il legame tra loro e lo Stato, se mai è esistito, è diventato esile al punto da apparire inesistente. È..

L’arcitaliana. La Meloni dura perché noi siamo uguali a lei

Per comprendere le profonde ragioni per le quali il governo di Giorgia Meloni dura e, addirittura nei sondaggi il suo partito cresce rispetto a tre anni fa, bisogna, al solito, abbandonare la cronaca e la politologia e immergersi nella storia della psicologia e dell’antropologia degli italiani. E partire dal dire che essi sono esattamente l’opposto di come li descriveva Luigi Einaudi, in un fondo del Corriere della Sera del 2 marzo 1961, significativamente intitolato “Gli italiani sono per lo più socialisti e non lo sanno”. Benché bisogna sapere che, per il grande economista ed ex presidente della Repubblica, persino Alcide De Gasperi era sospetto di “socialismo”, la realtà è che gli italiani sono “per lo più” di destra e non lo sanno. Non lo sanno davvero: sono talmente di destra..

Dazi: Usa e Cina se le danno
ma è l’Europa a prendere legnate

Mentre gli Stati Uniti e la Cina prima se le danno e poi si medicano a vicenda nella guerra commerciale che si protrae da mesi, una certezza è emersa. A uscirne malconci non saranno né gli americani né i cinesi, ma gli europei. In vista dell'atteso incontro tra Xi Jinping e Donald Trump al forum per la Cooperazione Economica Asia-Pacifico (Apec), Washington e Pechino stanno limando i dettagli di un accordo che, si spera, verrà firmato dai due leader giovedì. Il tycoon è da alcuni giorni nel sud-est asiatico, prima in Malesia, poi in Giappone, per concludere il suo tour nella regione a Gyeongju, in Corea del Sud. L'intento è di chiudere una pace commerciale prima del 10 novembre, quando scadrà formalmente la tregua tariffaria. Ma molti messaggi lanciati dalle..

Non Tajani, solo la figlia Marina
vuole riabilitare la storia del Cav.

Berlusconi non fu finanziato dalla mafia, punto. Sul conto del personaggio si possono avere opinioni diverse, tutte legittime, ma sostenere che venne aiutato da Cosa Nostra quello proprio no: dopo la sentenza di giovedì della Cassazione insistere su Silvio colluso farebbe a pugni con la verità giudiziaria. Tre gradi di giudizio hanno accertato l’inconsistenza dei sospetti, che possa piacere o meno. E difatti il verdetto non è gradito a quanti (magistrati, politici, opinionisti) sulla mafiosità del Cav misero la mano sul fuoco. Se la sono scottata, la sentenza brucia. Per cui è normale che adesso tentino di sminuirla, di minimizzarne la portata come se l’origine delle fortune berlusconiane fosse un dettaglio, tutto sommato trascurabile. Continua su Huffington Post

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