Macché morto, Dio sta benone ed è alla Biennale di Venezia
di Giulio Silvano per Il Foglio
Anche quest’anno alla Biennale il Padiglione vaticano è stato in Laguna il talk of the town, sarà che dentro c’erano il sommo curatore Hans Ulrich Obrist, e pure Brian Eno, e all’inaugurazione è arrivata a sorpresa Patti Smith. Ma chi l’avrebbe mai detto, un ventennio fa, che il Vaticano sarebbe stato così cool. Allora sembrava esserci un’avanzata del nuovo ateismo guerrigliero, capitanato da quegli accademici con gli occhialetti come Richard Dawkins che, in uno stile à la Charlie Kirk, andavano negli auditorium a dibattere con i preti e gli imam cercando la dimostrazione fisica della non-esistenza di Dio. Dawkins, insieme all’adorato Christopher Hitchens, a Daniel Dennett e Sam Harris, erano stati battezzati “i quattro cavalieri dell’ateismo”, in riferimento all’apocalisse. Scrivevano bestseller come L’illusione di Dio, Dio non è grande, La..