Sì latitante, No militante. I rischi di Meloni al referendum
Confesso un piccolo imbarazzo: mi trovo nella singolare condizione di dover votare Sì a un referendum che nemmeno chi l’ha voluto sembra particolarmente ansioso di vincere. È una sensazione bizzarra, come essere invitati a una festa in cui il padrone di casa si è già ritirato nelle sue stanze lasciando gli ospiti a sbrigarsela da soli con il buffet. Giorgia Meloni, è noto, ha stabilito che non commetterà “l’errore di Renzi”. Non politicizzerà il referendum. Lodevole proposito. Nel frattempo, dall’altra parte, quella del No, fervono i preparativi come alla vigilia dello sbarco in Normandia. E si politicizza ogni cosa. Gherardo Colombo calca gli oratori delle parrocchie con la regolarità di un predicatore metodista. Armando Spataro sforna volumi sulle ragioni del No. Persino le diocesi invitano discretamente i fedeli a meditare..
