Feste e amori di Valentino
Genio e “profeta del rosso”

Iconico! Per una volta il termine, grado zero della scrittura da marchetta-comunicato, non suona esagerato o fantozziano. Lo stilista Valentino Garavani, morto ieri a Roma, era nato a Voghera, città che ha regalato alla capitale e alla Nazione tutta tre personaggioni mica male. Lui, e poi Alberto Arbasino, e Maria Girani, poi mitica signora Angiolillo. Vivevano o operavano nel Dopoguerra in un raggio di duecento metri: Valentino nel favoloso palazzo Mignanelli a piazza di Spagna, dove oggi c’è la sua fondazione d’arte PM 23; la Angiolillo attaccata alla scalinata; Arbasino di là da Porta del Popolo. Angiolillo non so, ma Arbasino e Valentino si conoscevano: stessa generazione, uno del ’30 e uno del ’32, entrambi enfant prodige (igonigi!), scampati alla provincia e diventati very internazionali. Oggi il Teatro Sociale di..

Carroccio, correnti, guerriglie
E’ la Lega, ma somiglia al Pd

C’era una volta la Lega “ultimo partito marxista leninista”, come diceva Bobo Maroni. Quello in cui a decidere era il Capo Umberto Bossi – lo chiamano ancora così – e si poteva dissentire, certo, ma potevi dirlo solo ai familiari più stretti. Le correnti non esistevano. Men che meno i voti in dissenso. Il partito più vecchio del Parlamento, per giunta. Dove i segretari si avvicendavano a colpi di putsch. In principio c’era Umberto Bossi, poi Roberto Maroni, quindi Matteo Salvini: i congressi servivano a ratificare, a cose fatte. Col voto contrario sul decreto Ucraina di Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, in nome e per conto del Mondo al contrario di Roberto Vannacci, nasce ufficialmente la prima corrente leghista. Che si aggiunge tuttavia a reti, associazioni e correntine che da..

La Nato in tilt per la Groenlandia
Ma Trump (per ora) non attacca

Il caso Groenlandia manda ufficialmente in tilt la Nato, oltre a mettere in grave imbarazzo l’Ue. All’indomani dell’incontro a Washington tra i ministri degli Esteri della Danimarca e Groenlandia con il vice presidente Usa JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, è ancora muro contro muro tra la pretesa di Donald Trump di annettere l’isola artica e l’Ue che tenta di far rientrare il confronto nell’ambito dell'Alleanza Atlantica, accettando di rafforzare la sicurezza in maniera collettiva ma senza cessioni territoriali. Decolla a fatica la missione militare danese Arctic Endurance, lanciata proprio per rispondere alla sfida di Trump nella speranza che il presidente rinunci ai suoi obiettivi. Pochi e poco generosi gli Stati membri dell’Ue che aderiscono, quasi tutti per ora sono disposti a spedire una manciata di soldati...

L’inno al Ponte di Salvini scritto dal paroliere di Iglesias

Un’ode per il Ministro che, se ancora non ha messo la prima pietra, ha già guadagnato i versi del sublime poeta Gianni Belfiore. “E’ la canzone più bella della mia vita”, dice al Foglio il paroliere di Se mi lasci non vale

Trump minaccia gli ayatollah
e incita Teheran alla rivolta

"Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni! Annotate i nomi degli assassini e degli aggressori. Pagheranno un prezzo altissimo. Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani finché l'insensata uccisione dei manifestanti non cesserà. Gli aiuti sono in arrivo!”. Così, con un post su Truth Social, il presidente americano Donald Trump si è rivolto direttamente agli iraniani che da oltre due settimane stanno sfidando il regime della Repubblica islamica con proteste senza precedenti, al prezzo di una durissima repressione. Nel Paese il blocco delle telefonate internazionali è stato allentato, mentre restano off limits i siti internet e le piattaforme non approvati dal governo. Le testimonianze della carneficina si moltiplicano sui principali network e quotidiani internazionali, tra sparatorie di massa ed esecuzioni sommarie, con un..

I cibi giusti del Kennedy sbagliato. Macbeth, salvaci tu

Un autore grande celebrato e oggi maledetto, Gabriel Matzneff, scrisse La diététique de Lord Byron, formidabile ritratto del poeta romantico, delle sue ossessioni alimentari, della sua arte di vivere e morire e contraddirsi senza illusioni e senza speranza. Se la polizia morale non lo ha ancora cancellato, lo trovate su Amazon, editore Gallimard. La dietetica non è solo scienza nutrizionale ma immagine della vita personale. E il nostro dramma è che oltre alla sua piccola Gestapo che spara a vista a Minneapolis, oltre alle retate degli illegali e all’incriminazione del banchiere centrale, oltre alla tentata distruzione delle università woke (troppa grazia), oltre alla violazione sistematica del diritto internazionale e alla dichiarazione secondo cui il suo limite non è la Costituzione ma la sua coscienza morale – dico coscienza morale –..

Trentini. Cosa fa la sinistra per
non dire grazie a Trump e Meloni

C’è stata una grande morìa di Trump, avrebbe detto il principe Totò De Curtis, parafrasando se stesso, fosse stato qui tra noi a contemplare la desolata arrampicata delle scuse e dei non detti furbetti. C’è stata una grande morìa delle vacche, si scusava Totò come poi John Belushi: “C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! Una tremenda inondazione! Le cavallette!”. Tutto, pur di negare l’evidenza. La liberazione di Alberto Trentini (e pure di Mario Burlò, eh) è stata giustamente accolta con emozione e felicitazioni, persino di Fabio Fazio, per dire la condivisione del pop: “La più bella notizia che si potesse sperare! Finalmente!!!!!!!!!!”. Ma con l’emozione, ecco la messa in scena di tutte le circonlocuzioni possibili per non dire, contestualmente, chi e cosa l’abbiano resa possibile. Il..

Così la Meloni ci protegge (forse) dalle follie di Trump

Da noi Donald Trump non piace affatto. Lo documentano sondaggi come l’ultimo di Ipsos che ha rilevato un 63 per cento di italiani disgustati dallo zio d’America e soltanto il 20 per cento soddisfatti. Tra favorevoli e contrari non c’è gara. Ma in fondo basta sentire che cosa ne dicono al bar, in ufficio, alla bocciofila: Trump troppo aggressivo perfino quando ci azzecca, prepotente, bullo, un toro scatenato. Più lui va sopra le righe, più la gente qui si spaventa. E sull’onda dell’allarme c’è chi si chiede come farà Meloni a cavarsela, fino a che punto potrà giustificare The Donald senza diventarne complice, corresponsabile delle mostruosità. Specialmente a sinistra c’è chi pensa o spera di addossare alla premier gli eccessi trumpiani con l’obiettivo di smascherarla, di mostrare il suo vero..

Davanti al massacro iraniano
dov’è il diritto internazionale?

L’Iran è in fiamme, sconvolto da una rivolta che forse non è ancora una rivoluzione, ma potrebbe diventarlo. I capi del regime, i sacerdoti che si sono fatti politici e da anni impongono la più vergognosa delle autocrazie a sfondo religioso, sono terrorizzati. Si dice che molti di loro stiano pensando a costruirsi una via di fuga, ma è meglio restare scettici di fronte alle voci ottimistiche. La realtà dice un’altra cosa: lo Stato poliziesco è ancora tale e la repressione è scatenata. Nel silenzio di Internet, disinnescato dalle autorità, sembra che la strage dei ribelli è cominciata. Sul piano ufficiale si fa la cifra di una sessantina di caduti. Ma dagli ospedali giungono altre informazioni, ovviamente ufficiose. I numeri sono inquietanti, riferiscono di oltre duecento giustiziati. Quel che è..

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